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VITTORIA - 19/05/2014
Attualità - Accordo Eni-Malta per fornire energia elettrica all’isola dei Cavalieri, ma c’è un problema

Cavo elettrico a mare danneggia la pesca iblea

I pescatori chiedono l’interramento e la messa in sicurezza del mare entro 15 giorni, oppure il risarcimento dei danni
Foto CorrierediRagusa.it

«O interrate il cavo elettrico dai fondali del mare entro 15 giorni o chiederemo il risarcimento danni per la diminuzione del pescato». La marineria dell’intera fascia costiera che va da Pozzallo a Scoglitti, più o meno 40 imbarcazioni, è sul piede di guerra contro l’Eni. I particolari della querelle sono emersi nel corso di un incontro organizzato dal pescatore Nino Nicosia a Scoglitti nei locali della cooperativa San Francesco, alla presenza di Giovanni Moscato e Saverio La Grua, esponenti di Fratelli d’Italia, del presidente di quartiere di Scoglitti Salvatore Poidomani e di Gaetano Cannizzo, presidente della Cooperativa dei pescatori San Francesco. A generare «l’ammutinamento» della flotta peschereccia dell’intera fascia costiera ragusana, un accordo Eni e governo maltese attraverso il quale l’ente nazionale fornisce energia elettrica a Malta grazie a un cavo sottomarino che parte da Marina di Ragusa e arriva nell’isola dei Cavalieri. Il cavo non sarebbe stato interrato nei fondali, come da accordi di capitolato, tant’è che i pescherecci che navigano e pescano in quel tratto di mare, prima di giungere al limite delle acque territoriali pattugliate dalle autorità maltesi, si trovano in enormi difficoltà: si corre il rischio di tranciare il cavo dell’Eni.

«Ci risulta ufficialmente che il lavoro non sia stato eseguito a regola d’arte- attacca Nino Nicosia- pretendiamo la messa in sicurezza del cavo entro 15 giorni, altrimenti siamo pronti alla richiesta di risarcimento danni per la diminuzione dello sforzo di pesca: dalle 10 ore lavorative siamo passati a 6 ore». I pescatori di Pozzallo e di Scoglitti, che costituiscono una flotta navale di grandissima dimensione, riportano in superficie, ancora una volta, i precari rapporti fra l’Italia e Malta, che hanno vissuto momenti di grande tensione il primo agosto del 2013 per la vicenda del sequestro maltese dei due pescherecci «La Madonnina» di Scoglitti» e il «Principessa primo» di Licata, accusati dai maltesi di avere varcato le acque internazionali sconfinando nel mare maltese. I componenti dell’equipaggio de «La Madonnina», comandati da Salvatore Penna, vennero rinchiusi in carcere e rilasciati solo dopo il bonifico di 20 mila euro nel conto del governo maltese. Adesso, per colpa di un cavo elettrico che costituisce pericolo sott’acqua, si ritorna a parlare dei rapporti tra la marineria iblea e l’isola dei Cavalieri.

Nella foto da sinistra: Nicosia, Poidomani, Moscato, La Grua, Cannizzo