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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 847
VITTORIA - 11/04/2014
Attualità - Fa discutere il caso delle cappelle antiche del cimitero di Vittoria

Nicosia chiarisce: "Niente sfratto dalle cappelle"

Il sindaco: «Solo in casi di inadempienza ad obblighi ben precisi si procede, espletate le procedure di rito, al trasferimento a terzi, per assicurare la sicurezza, l’igiene e il decoro delle tombe
Foto CorrierediRagusa.it

«Nessuno sfratto, abbiamo cura e rispetto per i defunti». Il sindaco Giuseppe Nicosia risponde ai familiari di alcuni defunti sepolti nelle antiche cappelle del cimitero.

«Mai questa amministrazione – replica Nicosia- ha operato venendo meno al rispetto e al culto per i defunti. Al contrario, si è sempre adoperata attraverso i propri uffici per rendere decorosi, laddove è stato constatato uno stato di incuria e di abbandono, i siti dove gli stessi erano stati tumulati, sempre previo avviso per reperire eventuali interessati. Non solo: abbiamo avuto, ed abbiamo cura di assicurare una dignitosa tumulazione (gratuita) anche a chi appartiene a famiglie economicamente disagiate. Quanto alle cappelle, è noto che i suoli cimiteriali costituiscono demanio comunale ed in quanto tali sono custoditi dall’ente e concessi in uso per novantanove anni per l’edificazione di tombe di famiglia. È obbligo degli aventi diritto alla concessione la cura e la manutenzione costante del manufatto, il cui inadempimento comporta la dichiarazione di decadenza del diritto d’uso del suolo, che viene riammesso nella disponibilità del Comune».

Il sindaco però pretende dai familiari di questi defunti, che si facciano carico della cura e della pulizia del sito cimiteriale. «Solo in casi di inadempienza ad obblighi ben precisi- conclude Nicosia -si procede, espletate le procedure di rito, al trasferimento a terzi, per assicurare la sicurezza, l’igiene e il decoro delle tombe. I morti non si sfrattano, anzi i resti delle salme rimangono nei siti, allocati in loculetti decorosi. Come mai i parenti di quei defunti seppelliti in antiche tombe di famiglia, che ora si mostrano così attenti, non si sono mai preoccupati di curare i siti e di riscontrare i nostri avvisi? Come mai hanno lasciato le tombe con lastre divelte, escrementi di volatili dappertutto, depositi di alveari, crescita di erbacce, pareti e soffitti lesionati e pericolanti? Mi chiedo: le tombe di Manzoni, di Leopardi o della famiglia Florio, che questi signori citano nella loro nota, sono forse ridotte in questo stato? Penso proprio di no, anche considerato che sono patrimonio storico-culturale appartenente alla nazione».