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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 848
VITTORIA - 06/04/2014
Attualità - Cimitero Vittoria, un caso che allarma i parenti di morti inumati più di un secolo fa

Cappelle antiche all’asta: "sfratto" defunti

«Quali interessi lucrativi? –si chiedono i parenti- Cosa intende fare il Comune di Vittoria in merito a tale problema? Proseguire con gli sfratti o salvaguardare la memoria storica e sostanziale del suo cimitero?»
Foto CorrierediRagusa.it

Niente riposo eterno per i defunti di Vittoria. Causa, l’avviso di ‘sfratto’ dato dal Comune a molti di coloro che sono stati inumati nelle cappelle più antiche del cimitero. Tali avvisi ultimamente si sono moltiplicati e questo ha destato preoccupazione tra i parenti che discendono in linea collaterale dal primo concessionario. E’ il caso di uno degli ultimi avvisi, datato 29 gennaio 2014, avente in oggetto «Aggiornamento intestazione concessione tombe di famiglia». La preoccupazione di questi discendenti, una buona parte, è di non rientrare nella dicitura che riguarda gli aventi titolo alla voltura e cioè «discendenti in linea retta del concessionario». Il rischio sarebbe quello di vedersi sottratta la propria cappella di famiglia con conseguente vendita all’asta. «Un problema non indifferente - sostengono molti di coloro che oggi sono in agitazione e che discendono o da un fratello o da una sorella del concessionario». Il Comune, in verità, darebbe loro sì, un diritto di prelazione per l’eventuale aggiudicazione, ma a cifre molto elevate». Si parla in alcune zone di 1200 euro al metro quadro.

«Allo stato attuale- precisa un altro interessato- non tutti possono riacquistare la tomba. Quindi l’esito sarebbe scontato. Ci chiediamo se ci siano interessi lucrativi a compiere queste operazioni; se una delibera o un semplice avviso possa produrre effetti retroattivi per cappelle che risalgono a poco dopo l’inaugurazione del cimitero nel 1895».

Sono parecchie le persone coinvolte nel problema: «In alcuni casi recenti – dicono altri parenti- non sono stati adeguatamente avvisati gli stessi possessori delle cappelle interessate dal provvedimento cimiteriale. Se questo è stato fatto, non si è proceduto ad una effettiva ricerca dei parenti. Infatti, quest’ultimi vivi e vegeti si sono visti sottrarre la cappella e messa all’asta».

Fra i vari motivi per avviare i procedimenti: cappelle sporche, pericolanti, abbandonate. Come nel caso dei monumenti funebri di Elide Ingrao, scolpita direttamente dal padre, famoso scultore liberty vittoriese o ancora quelle di Stefano Terranova Molè e di suo figlio il più noto Nannino Terranova Giudice, salvate in extremis forse dall’abbattimento dai loro discendenti legittimi. C’è chi parla di «ipocrisia» delle istituzioni. «Da un lato si esaltano le figure dello scultore Ingrao o del socialista Nannino Terranova – aggiunge la signora Giovanna - e poi dall’altro se ne vuole cancellare la loro memoria fisica».

Ma per chi volesse fare chiarezza sullo stato giuridico delle cappelle storiche, basta che consulti gli atti storici del comune. Tale ricerca fu avviata intorno al 1994, quando già all’epoca gli amministratori pensarono di metter mano alle antiche cappelle sostenendo la scadenza della concessione all’approssimarsi dei 99 anni. E invece scoprirono che esse furono date in perpetuo. Perché a distanza di 20 anni il Comune vuole rimettere le mani sulle cappelle storiche? Se lo chiedono molti di coloro che oggi sono preoccupati della sorte dei loro cari defunti.

«Quello che non si farebbe mai in altri paesi civili in cui regna il rispetto per le tradizioni- dice un’anziana signora molto arrabbiata- a Vittoria diventa realtà. Pensi al «cimitero storico» di Milano o di Palermo. Ci vada e si faccia una passeggiata. Troverà la tomba dei Manzoni o dei Leopardi, A Palermo quella dei Florio e di tante altre famiglie note. E se non ci fossero più discendenti diretti, o come probabile anche collaterali, che ne sarebbe della loro sorte? Le venderebbero all’asta buttandone in un ossario comune i resti? Lì, non si attenta ai cimiteri storici, ma si costruiscono cimiteri moderni o si allargano gli esistenti. Cosa intende fare il Comune di Vittoria in merito a tale problema? Proseguire con gli sfratti o salvaguardare la memoria storica e sostanziale del suo cimitero?»