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VITTORIA - 22/05/2008
Attualità - Vittoria- Riemerge l’annoso problema dei rifiuti

Discarica di c.da Pozzo Bollente vietata ai comuni morosi

Giuseppe Nicosia: «Basta pagare i debiti degli altri comuni" Foto Corrierediragusa.it

Dopo il presidente dell’Ato Gianni Vindigni, anche il sindaco Giuseppe Nicosia ha cominciato a fare la voce grossa contro i colleghi che non hanno rispettato gli impegni presi nei mesi scorsi, finendo con il danneggiare chi i debiti li ha saldati. Siamo alle solite. Gli operai della Icom, la società che gestisce la discarica, sono di nuovo sul piede di guerra perché devono ricevere stipendi arretrati. E non sono più disposti a lavorare senza certezze, anche se di mezzo c’è la questione ecologica, che potrebbe fare esplodere la situazione e che tiene in stato d’allerta gli uffici della Prefettura.

Giuseppe Nicosia non intende coprire i guai provocati dagli altri. «Basta pagare per le colpe altrui». Una dichiarazione forte motivata e giustificata. «Lo svuotamento dei cassonetti sta procedendo a rilento ? ha dichiarato ieri Nicosia- a causa della protesta dei dipendenti della Icom, che legittimamente rivendicano la corresponsione dello stipendio e che questa mattina si sono riuniti in assemblea sindacale».

I responsabili della Icom hanno però rassicurato il sindaco che i mezzi dell’Amiu potranno tornare a scaricare nella discarica. «Però- ribadisce Nicosia- non è ammissibile che la città di Vittoria, che è l’unica ad essere in regola con il pagamento nei confronti dell’Ato Ambiente, debba pagare per le colpe degli altri comuni, che sono ultra-morosi e che creano problemi al nostro territorio».

Il sindaco di Vittoria chiede la collaborazione del presidente dell’Ato. «A questo punto, chiedo ufficialmente al presidente Vindigni che i mezzi dei Comuni che debbono versare somme ingenti non vengano fatti entrare nella discarica di contrada Pozzo Bollente. Vittoria non può più subire gli effetti negativi della morosità degli altri enti».

La situazione rimane tesa. L’Ato Ambiente deve pagare alla Icom qualcosa come un milione 900 mila euro, ma è altrettanto creditore nei confronti dei comuni di Modica, Comiso, Scicli e Pozzallo. L’Ato deve avere per l’esattezza 2.200 mila euro da Comiso, 4.100 mila euro da Modica, 1.200 mila euro da Scicli e 600 mila euro da Pozzallo.

Siamo in presenza di una situazione paradossale. Il creditore che insegue il debitore, a sua volta inseguito da altri creditori. A corredo di tutto ciò, promesse e impegni non onorati, come normali cittadini che non rispettano la parola data. Qual è la differenza fra un cittadino che fa il «tappo» e un comune che promette e non mantiene? Al di là di tutto ciò, registriamo i cassonetti pieni, i netturbini in sciopero, le discariche sature e prospettive ambientali tutt’altro che ecologiche per i nuovi sindaci di Modica, Comiso e Scicli.