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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 402
VITTORIA - 18/05/2008
Attualità - VITTORIA ? Il caso del «caro estinto» nelle aule giudiziarie

La Consocop chiede 3 milioni
di danni al Comune di Vittoria

La mancata realizzazione del Project financing di 25 milioni
di euro per l’ampliamento del cimitero
Foto Corrierediragusa.it

La Consocop chiede il risarcimento dei danni al Comune di Vittoria. Tre milioni di euro. A tanto ammonterebbe il danno quantificato dagli avvocati della società emiliana che doveva realizzare il Project financing al cimitero di Vittoria (nella foto).

Entro il 6 giugno prossimo il Comune dovrà dare le risposte giudiziarie e smontare, soprattutto, tutti i pareri precedentemente emessi da tecnici, responsabili di procedimenti e dirigenti dell’ente di via Bixio.

Un gran lavoro che dovrà impegnare fino allo stremo il pool dei legali del Comune al fine di evitare che il pagamento dei danni richiesti non vada ad appesantire un bilancio da tempo lampeggiante fra il rosso e il nero.

Per chi non ricorda i fatti, stiamo parlando di quel progetto megalattico di 25 milioni di euro concretizzato dalla precedente amministrazione al fine di ampliare un’area di 78 mila 500 metri quadri del cimitero di Vittoria. Un progetto approvato con il dissenso di alcuni consiglieri comunali e assessori (Marchi, Tuttobene e Ficicchia), che fecero scattare un campanello d’allarme sui presunti costi dell’operazione, ritenuti esosi e gravosi per le casse del Comune, che si sarebbe dovuto accollare un mutuo per i prossimi decenni.

Il caso venne a galla quando l’esperto per l’Urbanistica Titta Rocca fece notare l’inutilità di un progetto faraonico e dispendioso per la città. Il sindaco Giuseppe Nicosia diede uno sguardo più accurato al carteggio che fino a quel momento aveva letto con distrazione e, resosi conto delle incongruenze, incalzato da Sinistra democratica e da altri consiglieri di maggioranza e minoranza, blocco tutto prima della pubblicazione del bando d’inizio.

La Consocop di Forlì presentò ricorso al Tar, ottenne la sospensiva e la vicenda approdo nelle sedi giudiziarie. Perché Nicosia nel frattempo, nel pieno delle polemiche, inviò tutto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei conti. Adesso la richiesta del risarcimento danni della Consocop. Un’altra patata bollente, dopo quella delle trivellazioni del gas vicino al pozzo di Sciannacaporale e dell’altro contenzioso legale con la Panther Eureka che su disposizione del Tar ha dovuto bloccare i lavori di trivellazione. Giugno sarà il mese delle risposte.