Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 872
VITTORIA - 30/01/2014
Attualità - Concluso il «Viaggio tra Mente e Cervello»

Alzheimer e Parkinson, nuovi farmaci per sperare

Il bilancio del ciclo informativo sulle malattie neurodegenerative del prof. Francesco Iemolo è positivo. «Combattiamo questa malattica cercando di non far perdere la dignità agli ammalati»
Foto CorrierediRagusa.it

Con la conferenza sulle malattie neurodegenerative si è concluso il "Viaggio tra Mente e Cervello". Tutte le associazioni: Apt, Antea, Per andare Oltre, Lions, Filo di seta e Cerchio Blu, hanno voluto dimostrare l´importanza dell´associazionismo per costruire insieme e programmare momenti di prevenzione per la salute dei cittadini attraverso la conoscenza e la presa in carico del proprio corpo.

La prof.ssa Dora Spataro (presidente dell´associazione Prevenzione Tumori), ha voluto sottolineare i punti salienti della relazione tenuta dal professore Francesco Iemolo, ribadendo il concetto che conoscendo anzitempo la malattia è possibile affrontarla e debellarla «Un «viaggio»- ha detto Dora Spataro- condotto dal prof. Francesco Iemolo che magistralmente catturato l´attenzione dei presenti attraverso un linguaggio accessibile, anche se tecnico, corredato da immagini significative. Dopo avere illustrato le caratteristiche salienti delle principali malattie neurodegenerative (m. di Alzheimer e m. di Parkinson in particolare) ci ha fornito una serie di consigli sulla prevenzione e ci ha trasmesso un certo ottimismo per il futuro comunicandoci che la ricerca in questo campo è molto attiva e, in tempi relativamente brevi, permetterà di sviluppare i primi farmaci selettivi, più efficaci degli attuali, nell´ottica a medio termine di sconfiggere definitivamente tali malattie. Durante questo viaggio abbiamo interiorizzata l´importanza della conoscenza e della corretta informazione da parte degli specialisti del settore. Vorrei sottolineare un concetto che il prof. Iemolo ci ha tramesso: una sana alimentazione, l´esercizio fisico quotidiano e l´allenamento mentale sono, attualmente, le sole vere metodiche atte a ritardare il più possibile l´invecchiamento del nostro cervello".

Il primario della Neurologia dell’ospedale di Vittoria, Francesco Iemolo, rivolgendosi al grande pubblico ha parlato di «sfida pe ril futuro», lasciando spalancate le porte dell’ottimismo grazie ai nuovo farmaci che prestro entreranno in azione. «La mia relazione- dice Iemolo- non tecnica, ma precisa e scientificamente corretta nei contenuti, si bassa innanzitutto sull’esperienza quotidiana basata sulla raccolta di ricordi privati, di frammenti di passato trasmesso a me dai familiari, che tengono in vita la memoria di chi l’ha persa. Ci sono malattie che logorano, prostano, frantumano la vita: l’Alzheimer la cancella con una infermità più indecente e cinica poiché corrode il ricordo: qualcuno l’ha chiamata la malattia del distacco: metafora brutale della perdita».

Lei ha dato speranze ai partecipanti, in che cosa consistono?
«Ci sono tanti modi di affrontare l’Alzheimer (la rassegnazione, la speranza, la lotta), ma è importante far conoscere che la ricerca va avanti. La malattia è inguaribile ma non incurabile. È progressiva, ma può essere rallentata, combattuta con i farmaci, con l’esercizio, con la forza del tessuto familiare e la tenacia del ricordo. Voglio sottolineare, per quanto superfluo, che si può essere malati, dimentichi di sé e degli altri, ma conservare la dignità.

Quando dobbiamo cominciare a preoccuparci?
«La prevalenza della malattia aumenta con l’età, ed è maggiore nel sesso femminile soprattutto per la malattia di Alzheimer. Il principale fattore di rischio è l’età avanzata, soprattutto per la m. di Alzheimer, ma non è stata dimostrata una causa specifica, se non nelle rare forme legate ad un difetto genetico. La prevenzione primaria è difficile ma non impossibile: le abitudini di vita ed i comportamenti alimentari corretti, il controllo di patologie croniche quale l’ipertensione, l’uso di estroprogestinici nelle donne in menopausa, l’uso di antiossidanti riducono il rischio di demenza di Alzheimer e vascolare».

Anche il cibo, la tavola, hanno un ruolo importante
«Consiglio, per la prevenzione primaria, di consumare una dieta ricca di frutta e vegetali, di assumere adeguatamente vitamina E, C, B 12 e folati, di svolgere una regolare attività fisica, di mantenere l’attività mentale (leggendo, mantenendo viva la curiosità, etc.) al fine di valorizzare la riserva cognitiva, di usare acido acetilsalicilico per i soggetti a rischio di ictus, di controllare i disturbi sensoriali, di prevenire e trattare l’apnea ostruttiva notturna, di curare la depressione, di evitare l’abuso di alcool, di evitare farmaci potenzialmente dannosi».

Cosa rimane, quindi, di questo viaggio fra mente e cervello che si è concluso?
«Abbiamo cercato di far conoscere i rischi e la gravità di queste malattie. Mi permetta di ringraziare pubblicamente le associazioni Apt, Antea, Per andare Oltre, Lions, Filo di seta e Cerchio Blu, le quali, con la loro sensibilità, hanno permesso di diffondere il pensiero e la prassi di un clinico che vuole restare persona tra le persone».

Nella foto sopra, un momento della conferenza