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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 1072
VITTORIA - 10/05/2008
Attualità - Vittoria ? Interessante dibattito sulla crisi artigianale presso la Cna

Artigiani senza zona artigianale e vittime della burocrazia

Per il presidente della Crias Alescio: «Serve protocollo d’intesa fra Crias e Comune. E meno burocrazia negli enti pubblici" Foto Corrierediragusa.it

I problemi degli artigiani di Vittoria sono stati dibattuti nella sede della Cna di via Nicosia alla presenza del neo presidente della Crias (Cassa regionale per il credito alle imprese siciliane), Rosario Alescio. L’incontro, voluto dai vertici del sindacato degli edili di Vittoria, Nuccio Randazzo e Giorgio Stracquadanio, nasceva dall’esigenza di individuare una nuova area artigianale e dalla necessita di facilitare l’accesso al credito.

Nonostante i toni un po’ accesi all’inizio, il dibattito è stato proficuo e positivo. Perché ha chiarito idee e gettato le basi per un nuovo percorso di sviluppo del territorio. Per il presidente della Crias è stata la prima uscita pubblica in casa, un’occasione che gli ha consentito di toccare con mano le vere problematiche del comparto, che conosceva già. Gli artigiani a Vittoria sono 1.067. Non hanno un’area artigianale e qualcuno pensa di spostarsi a Comiso e in altri comuni.

Da tempo la Cna ha sollecitato l’amministrazione ad affrontare il problema, ma il rammarico degli operai si legge tutto negli interventi dei singoli. E Rosario Alescio, una mente carica di progetti che camminano sulle sue gambe, capaci di portare sviluppo e benessere se realizzati e supportati dalle istituzioni politiche, ascolta e consiglia.

Come fare per realizzare la zona artigianale se i comuni non hanno soldi? «Ho proposto- dice Rosario Alescio- un protocollo d’intesa fra la Crias e il Comune per l’area artigianale allo scopo di finanziare gli investimenti alle impresi artigiane presenti sul territorio. Se i comuni non hanno soldi, il rimedio è un altro. Formare un consorzio per negoziare con i proprietari delle aree e velocizzare i tempi per l’acquisto dei terreni. L’artigiano acquista il terreno pagando una quota parte; il comune realizza le opere di urbanizzazione utilizzando anche i fondi ex Insicem (così come previsto inizialmente dal piano) e la Crias finanzia i capannoni».

La ricetta Crias è questa. Se si vuole fare impresa, secondo la filosofia del presidente Alescio, bisogna aggirare l’ostacolo della pubblica amministrazione. Verso la quale, il presidente ha usato parole forti soprattutto verso la parte che riguarda la burocrazia. «E’ un ostacolo allo sviluppo- ha ribadito Alescio- non si possono attendere 4 anni per ottenere un’autorizzazione dall’assessorato al Territorio e Ambiente». Un concetto, quello contro la burocrazia, che abbiamo già sentito anche da altri autorevoli dirigenti regionali di Confindustria.

«Dopo la mafia e l’usura, il vero nemico dell’imprenditore onesto è la burocrazia». Succede che aziende che hanno beneficiato di contributi Por Sicilia, rischiano la revoca degli stessi per l’eccessiva burocrazia. «Un altro danno- continua Alescio- viene dall’art. 17 della legge 1/08, la finanziaria regionale. Dice che alle imprese che sono in difetto fiscale e contributivo vengano revocati eventuali finanziamenti concessi. Molte imprese non sono in regola perché non hanno ricevuto i pagamenti dagli enti locali».

(Nella foto in alto da sx Rosario Alescio, Giorgio Stracquadanio, Nuccio Randazzo, Titta Rocca e Alfonso La Marmora)