Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 1182
VITTORIA - 14/12/2013
Attualità - Incontro-dibattito sulle malattie cerebrovascolari tenuto dal prof. Franco Iemolo

Ictus: 900 casi ogni anno in provincia

Nel corso dell’incontro il primario di Neurologia ha fornito dati agghiaccianti: «L’Ictus oltre ad essere la prima causa di disabilità, è soprattutto una vera e propria emergenza. 200.000 nuovi ictus ogni anno in Italia: nella nostra provincia si registrano circa 900 nuovi casi ogni anno
Foto CorrierediRagusa.it

L’importanza dell’associazionismo nel campo della prevenzione dei tumori. L’hanno dimostrata l’APT di Vittoria (Associazione Prevenzione Tumori), affiancata dal Lions Club di Vittoria, dall’associazione «Per Andare Oltre», dall’associazione «Antea» e dall’Associazione «Filo di Seta» con i rispettivi presidenti Dora Spataro, Franca Campanella, Dora Piccione Morana, Rosa Perupato. All’insegna di un motto: «Ascoltare il nostro corpo: una sfida per il futuro nel campo della prevenzione», che continua con il Viaggio tra Mente e Cervello.

La prova dell’impegno, il recente incontro presso i locali della Sala Mandarà, il secondo, condotto dal relatore Francesco Iemolo (nella foto con Franca Campanella, presidente Lions Club), direttore della Struttura Complessa Provinciale di Neurologia dell’ ASP Ragusa, nonché docente di Neurologia all´Università di Catania ed Associato di Ricerca al Consiglio Nazionale di Ricerca di Palermo.

L´Argomento «Le malattie cerebrovascolari, una sfida per il futuro», ha suscitato molto interesse. Alla fine della relazione ci sono stati molti interventi. La complessa funzionalità del cervello è stata posta con l´uso d´immagini gradevoli ed un linguaggio accessibile. La giusta conoscenza ci porta a riflettere sull´importanza dell´ascolto del corpo, senza averne paura, e sui comportamenti e l´adozione di un sano stile di vita.

Il professor Iemolo, dopo aver spiegato che l’Ictus o «stroke» (che può essere di natura ischemica o emorragica) è un danno cerebrale causato da un disturbo circolatorio improvviso e che le cellule nervose vanno incontro a sofferenza e successivamente a morte, se l’ostacolo non viene rimosso, ha sottolineato che nelle prime 3h. alcune cellule possono essere salvate.

L’Ictus, ha proseguito il docente, oltre ad essere un importante problema sociale (è la prima causa di disabilità) è soprattutto una vera e propria emergenza (200.000 nuovi ictus ogni anno in Italia: nella nostra provincia si registrano circa 900 nuovi casi ogni anno, come emerge dalle ricerche pubblicate nel 2002 e riprese nella conferenza Stato-Regioni dal Ministero della Sanità).

Dopo una breve rassegna dei principali fattori di rischio, alcuni dei quali modificabili, il prof. Iemolo si è soffermato sulla prevenzione, la cui tappa obbligatoria, prima della terapia farmacologica, è la correzione dei fattori di rischio, la correzione delle abitudini alimentari, il cambiamento dello stile di vita.

La prevenzione dell’ictus passa necessariamente attraverso gli aspetti nutrizionali e metabolici: in effetti l’importanza della dieta alimentare è ancora largamente sottostimata. La dieta mediterranea è stata dimostrata essere due volte più efficace della terapia anticolesterolemica nel ridurre il rischio di ictus e capace di ridurre l’ipertensione arteriosa.

La dieta mediterranea è la più efficace e dovrebbe includere la riduzione drastica dei tuorli d’uovo, l’utilizzo della carne di qualsiasi animale (< 120 gr. ) a giorni alterni, l’eliminazione della margarina non idrogenata e del burro preferendo decisamente l’olio d’oliva (l’olio prodotto in Sicilia e quello DOP Monti Iblei in particolare è molto ricco di polifenoli ossia di sostanze altamente anti-ossidanti), l’eliminazione di cibi fritti e di oli vegetali idrogenati, l’assunzione di elevate quantità di frutta. cereali, vegetali, una riduzione dei prodotti caseari e soprattutto una drastica riduzione dell’assunzione di sale.

Dando uno sguardo al futuro dell’ictus, il prof. Iemolo si è soffermato sui nuovi trattamenti della fase acuta ed in particolare sulla trombolisi, spiegando come tale tecnica abbia rivoluzionato la terapia dell’ictus acuto (è l’equivalente di una neurochirurgia chimica): il trattamento con l’rTPA (il farmaco che si utilizza per la trombolisi) può far migliorare i pazienti in modo impressionante se questi sono trattati entro 3 ore dall’insorgenza dell’ictus e ciò spiega l’importanza della sensibilizzazione dell’opinione pubblica.

La necessità di trattare entro 3 ore ha conferito urgenza e significato al termine «brain attack», che ha permesso di far diffondere il concetto che l’ictus è un’emergenza. Il prof. Iemolo ha poi parlato della Telemedicina e del Telestroke quale procedura di un futuro molto prossimo in provincia di Ragusa. Il nuovo assetto organizzativo della Neurologia provinciale e l’implementazione obbligatoria della guardia attiva 24/24 ore permetterà di trattare i pazienti in qualsiasi parte della provincia nell’attesa di essere trasportati presso la Stroke Unit di 2° livello (l’Unità di Trattamento Neurovascolare acuto).

Le conclusioni della relazione sono state incentrate su come migliorare il futuro dell’ictus ossia: le linee di sviluppo fanno prevedere un costante miglioramento nel futuro della storia naturale di questa grave malattia. Le politiche sanitarie ed il supporto alla ricerca scientifica rimangono assai deludenti, specialmente nel nostro paese. L’impegno di tutti potrà consentire di muoversi nella direzione giusta.

La presidente dell’Associazione Prevenzione Tumori di Vittoria, Dora Spataro, saluta alla fine gli intervenuti sottolineando che «la fretta, la velocità, il tempo mancato nell´ascolto può influire nell´accogliere sintomi e preziose informazioni provenienti dal nostro corpo. Nella prevenzione dei danni provenienti dall´ictus importanti sono i tempi. Ecco perché dobbiamo ascoltare e capire ciò che ci trasmette il nostro corpo».