Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 1052
VITTORIA - 17/11/2013
Attualità - Degrado in quartiere di Vittoria definito "residenziale"

Cittadino denuncia: "Pago le tasse, abito in una trazzera"

Via Preside Giovanni Giangreco, in balia di cani randagi, non asfaltata, buia, con tombini pericolosi, polverosa d’estate e fangosa d’inverno. Perché?
Foto CorrierediRagusa.it

Via Preside Giovanni Giangreco è una della tante vie di Vittoria intitolate a persone che in vita hanno lasciato un’impronta morale, sociale e civile importante. Si trova in un complesso che viene definito residenziale. Ma ad osservare le foto che ci ha mandato un cittadino che abita in quella via, Giovanni D’Izzia, sembra una strada afgana.

«Dal marzo 2010- scrive D’izzia- abito in una delle tre villette di via Preside Prof. Giovanni Giangreco, all’interno di un complesso considerato «residenziale», ma che di fatto è un ritrovo di branchi di cani randagi minacciosi, è più una discarica abbandonata, con la crescita incontrollata di sterpaglie, senza nessuna manutenzione e che ogni estate causa incendi che più volte hanno sfiorato le abitazioni.
Tutto questo avvalora il totale disinteresse dell’Amministrazione comunale e gli abitanti siamo quotidianamente costretti ad affrontare una trazzera non asfaltata e anche buia, piena di buche, polverosa in estate e fangosa in inverno con tutti i disagi che provoca».

Non c’è niente da aggiungere a corredo di quello che scrive il cittadino indignato, c’è solo da leggere e riflettere. «Oltre alle buche mancano, causa furto, alcune grate e diversi coperchi dei tombini della fognatura, che sono un costante pericolo e possono causare gravi incidenti, anche per l’assenza di illuminazione pubblica, senza considerare la profondità di oltre un metro dei tombini scoperti.
L’impresa ha completato, dal lontano 2010, l’impianto di pubblica illuminazione completo di cavi elettrici, lampioni e lampadine pronte per l’accensione, ma inspiegabilmente l’impianto non è mai stato messo in funzione.
 Considerato che la zona è al buio, sono stato costretto, appena trasferito, ad installare a mie spese dei fari, collegati al mio contatore, per illuminare l’esterno.
Ci sono voluti quattro anni per avere una nuova cabina elettrica in quanto la zona ne era sprovvista e questo disservizio mi ha costretto, fino al mese scorso, ad utilizzare un contatore di cantiere da quindici Kw con il pagamento di bollette esose. 
Le piogge, non essendo la strada asfaltata ed in pendenza, hanno creato dei profondi solchi che fra poco tempo non ci consentiranno di raggiungere la nostra abitazione se non con dei fuoristrada».


Giriamo la protesta, come si dice, a chi di competenza, che avrà il doveroso compito, quantomeno, di dare una risposta, sia essa positiva o negativa. L’importante che si sappia se è una questione di ignavia, d´incapacità o perché mancano i fondi. Il cittadino asserisce di pagare puntualmente le tasse al comune. Per un servizio che non ha. Ma allora perché deve pagare?