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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:31 - Lettori online 1258
VITTORIA - 06/05/2008
Attualità - Vittoria - La carovana anticrisi è per strada

Marcia su Palermo per l´Altragricoltura in crisi

Malannino: «Lombardo ci ascolti o siamo al fallimento». Molti sindaci della Sicilia, fra cui Nicosia e Crocetta, hanno aderito Foto Corrierediragusa.it

La marcia su Palermo è in corso. Duecentocinquanta chilometri a piedi, di giorno e di notte, con intervalli di sosta programmati. Arrivo previsto per il 13 o 14 maggio. Eravamo abituati alla marcia d’Assisi o contro i missili Cruise, ma a quella per la crisi agricola no. Gaetano Malannino, leader dell’Altragricoltura, è uomo dalle mille risorse. E ci scherza pure: «Io ho mal di schiena, ma tutta questa strada a piedi ci regolerà i valori clinici».

Per richiamare l’attenzione dei media attorno al problema atavico della crisi del comparto agricolo, Malannino ha organizzato una marcia Vittoria-Palermo, destinazione palazzo D’Orleans, sede del governatore della Sicilia. Prima di munirsi di provviste, zaini, sacchi a pelo e quant’altro possa essere utile per un viaggio inusuale di tal fatta, Gaetano Malannino ha riunito i suoi più stretti collaboratori per spiegare lo spirito dell’iniziativa, l’elenco delle adesioni e le richieste progettuali che porteranno sul tavolo di Raffaele Lombardo.

«Partiremo alle 9 di giovedì dallo spiazzale del mercato- esordisce Malannino- contiamo d’arrivare il 13 o il 14 maggio. Siamo inizialmente un centinaio, ma la comitiva sarà elastica, crescerà e diminuirà strada facendo a seconda delle adesioni». Intanto il Foro contadino ha incassato la solidarietà e l’adesione di molti sindaci di qualsiasi colore politico. Primo fra tutti, Giuseppe Nicosia, poi Rosario Crocetta di Gela, i sindaci di Caltagirone, Vizzini, Niscemi, Pozzallo, Mazzarrone e Marsala. E altre ce ne saranno lungo il percorso. La carovana che partirà da Vittoria toccherà 15 comuni, primo Gela, poi Licata per tagliare nel cuore dell’isola, passare da Corleone e puntare dritto sul capoluogo.

«Con questa iniziativa chiediamo lo stato di crisi economico e sociale, il congelamento dei debiti alle aziende agricole, il piano di rilancio delle aziende al fine di garantire vendite al di sopra del costo di produzione. Chiediamo, inoltre, controlli alle dogane della merce proveniente dall’estero. Chiediamo l’istituzione di laboratori di analisi nei porti per un controllo sanitario, etico e morale della merce. Chiediamo che si intervenga presso la grande distribuzione affinché acquisti merce locale prima di attingere ad altre fonti di approvvigionamento».

Questa è la piattaforma che Gaetano Malannino e gli altri agricoltori che lo sostengono nella singolare ma civile protesta, porteranno sul tavolo del nuovo presidente della Regione da poco insediatosi e impegnato nella costituzione del governo dell’isola.