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VITTORIA - 15/10/2013
Attualità - Inaugurato il centro antiviolenza femminile

Nasce centro ascolto su violenza donne

«Un fenomeno- è stato detto- che non risparmia nessun ceto sociale. Non è patologia, ma degrado culturale che si annida ovunque: commercianti, professionisti, insegnanti, forze dell’ordine e maestri»
Foto CorrierediRagusa.it

Le testimonianze e i dati ufficiali divulgati durante la cerimonia d’inaugurazione del nuovo Centro antiviolenza sulle donne, «Donne a Sud», in via La Marmora a Vittoria, fanno accapponare la pelle. Le statistiche degli ultimi anni dicono che il fenomeno della violenza sulle donne non è una malattia ma un fatto culturale che contagia ceti di ogni ordine e grado. Da questa piaga sociale non si salva nessuno. Secondo le ultime statistiche- è stato detto in conferenza stampa- al primo posto c’è il settore del commercio (21%), secondo i professionisti (13%), terzo i professori (11%), quarto le Forze dell’ordine (6%), quinto i maestri (4%). «Abbiamo aperto questo centro onlus- dice la presidente Sabrina Mercante- per dare voce e ascolto alle donne che non hanno il coraggio di denunciare il loro malessere interiore provocato dagli abusi subiti fra le pareti domestiche. Vogliamo aprire uno squarcio di luce nel silenzio e nella reticenza femminile. Il centro non solo ascolta, ma svolge anche terapia, aiuta a superare i drammi familiari e si avvale della consulenza di legali come Rossana Caudullo civilista e Simona Cultrera penalista, di diversi psicologi. Fra le altre attività, anche i corsi di gag e pilates che saranno tenuti dall’insegnante di scienze motorie Valentina Di Modica».

Sarà stato un caso, ma l’inaugurazione del centro è avvenuta all’indomani dell’approvazione della legge contro la violenza sulle donne da parte del Senato. E a rendere più incisivo l’evento dal punto di vista istituzionale, la presenza del vice prefetto vicario Rita Cocciufa, il vice questore aggiunto Rosario Amarù, in rappresentanza del questore Giuseppe Gammino, il vice sindaco Filippo Cavallo, il capitano dei Carabinieri Francesco Soricelli. Il centro è stato benedetto dal don Andrea Marchini, parroco della Madonna Assunta.

«Iniziativa lodevole questo centro di confronto e di conforto- ha detto il vice prefetto Rita Cocciufa- Stiamo parlando di un fenomeno in crescita. Succedeva anche prima, certo, ma se ne parlava di meno. C’è da lavorare sui ragazzi, sui nostri figli, perché nessuno può sentirsi fuori: ricchi, poveri, colti, incolti. Il contagio è diffuso, è una mancanza di rispetto per la persona umana». Drammatiche le testimonianze fornite dal vice sindaco Cavallo. «Ho visto due bambini che piangevano a dirotto e la loro casa era a soqquadro. Ho chiesto loro di raccontare tutto, di liberarsi. E mi hanno detto che la loro mamma era stata oggetto di violenza, trascinata per i capelli dal loro papà, distesa sul pavimento e pestata».

Il commissario Amarù è testimone di moltissimi casi di stalking e di violenze domestiche. «Questo centro ci voleva- dice- credo nell’associazionismo, è l’anticamera della denuncia alla Polizia. Ho già indirizzato molte donne a rivolgersi al centro per avere aiuto e assistenza». E drammatiche sono le testimonianze rese dall’avvocato Rossana Caudullo. «Oggi si è realizzato un sogno. Questo centro è la stanza dell’ascolto. In estate ho soccorso una donna che aveva le cicatrici sul corpo. Il compagno, un pluripregiudicato, le spegneva le cicche delle sigarette addosso. E fin qui silenzio. Ma quando l’uomo ha tentato di abusare della figlia della compagna, questa si è ribellata. Un’altra non ce l’ha fatta più dopo essere stata pestata e violentata alla presenza dei figli. Molte vittime si recano al pronto soccorso e per giustificare le violenze subite dicono di essere cadute dalle scale. E’ ora di ribellarsi, il centro si può costituire anche parte civile».

Nella foto, da sinistra l’avv. Rossana Caudullo, la vice prefetto Rita Coffiufa, il vice sindaco Filippo Cavallo, il vice questore Rosario Amarù