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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 587
VITTORIA - 28/04/2008
Attualità - Vittoria - L’antico stabile restituito alla fruizione del pubblico

Restaurata l´ex sede centrale
dell´Enel, tornata alle origini

Dopo i primi atti vandalici, attivata la sorveglianza Foto Corrierediragusa.it

Com’era bella Vittoria agli albori del 1600! Bella come l’area selvaggia che ospitava il monastero di Santa Teresa d’inizio ?900, dove è stata restaurata e restituita al suo antico splendore la sede dell’ex centrale dell’Enel sita in piazza Enriquez. Le prime case della città, per fortuna lasciate in pace dai palazzinari degli anni ’80, non hanno subito la violenza di cemento selvaggio.

A colpo d’occhio vedi che verde, case e natura sono un qualcosa di tutt’uno e omogeneo: stesso stile, identici colori, uguale usura del tempo. Ci vorrebbe poco a bonificare un sito che l’incuria del tempo ha ridotto a rudere. Basterebbero alcuni interventi di manutenzione negli antichi palazzi di fronte alla centrale per fare del posto un gioiello architettonico di rara bellezza.

Giuseppe Nicosia, ultimo sindaco della città, gongola per l’avvenimento, ma grande merito va dato alle precedenti amministrazioni comunali, che dal 1985 ebbero il chiodo fisso di riutilizzare l’area per scopi culturali. Ironia della sorte, nel 1985 il sindaco di Vittoria era Paolo Monello, l’attuale assessore ai Beni culturali a cui è toccato ripercorrere le tappe attorno alla struttura. I lavori di restauro dell’opera inaugurata ieri, onore al merito, cominciarono sotto l’era di Francesco Aiello.

Un pomeriggio di festa, nella sede dell’ex Enel. Era un rudere fatiscente e cadente e adesso è un monumento che fa invidia anche alle altre città della provincia che si vantano di possedere tutto ciò che è mirabile. L’immenso salone ospita una mostra di quadri del maggiore pittore vittoriese dell’800, Giuseppe Mazzone. Ma l’amministrazione comunale immagina di realizzare un Caffè letterario, di portarvi la sede della Pro Loco, insomma, qualcosa che funga da stimolo per l’intelletto dei vittoriesi votati a pensare piuttosto che obbedire.

Un pomeriggio che ha visto Vittoria unita. Il sindaco Nicosia, il presidente del Consiglio Luigi D’Amato, il deputato del Pdl Carmelo Incardona, l’assessore Paolo Monello, il prof. Alfredo Campo, a cui di deve molto nella realizzazione dell’opera, così come al prof. Giuseppe Mangione e agli eredi del pittore Mazzone. E soprattutto mons. Giuseppe Calì, l’ottuagenario prete che nel quartiere San Giovanni è nato e che oggi ha visto coronare un sogno.

Esaltata la superba bellezza del posto e dell’opera, c’è da preoccuparsi della salvaguardia. Come tenere lontani i vandali di Vittoria? Gli stessi che proprio ieri hanno deturpato la statua di Vittoria Colonna dentro la Villa comunale. L’appello del sindaco è rivolto agli abitanti della quartiere. «Difendetelo, preservatelo dai vandali, siate voi stessi i migliori custodi della struttura». Non sarà facile. Un posto del genere ha bisogno di un custode, una guardiania 24 ore su 24, un servizio di telesorveglianza, perché la notte gli abitanti dormono e i demoni delle tenebre sono capaci di tutto, abbattere una parete per rubare mezzo chilo di rame. Sarebbe un peccato, dopo tanta solennità, lasciare all’incuria e al degrado una struttura che è costata soldi e sacrifici. Un appello ai cittadini, ma l’amministrazione faccia la sua parte.

Purtroppo, come previsto, l´appello del sindaco è fallito. Il giorno dopo l´inaugurazione, puntualissimi i raid vandalici presso l´area da poco valorizzata. Giovinastri privi di scrupoli hanno cominciato a sgommare con scooter e biciclette intorno al sito, qualcuno ha tentato di rubare faretti elettrici e materiale di rame. E l´amministrazione corre ai ripari istituendo la vigilanza di giorno e di notte per reprimere chi non vuole che Vittoria ritorni bella e civile come lo era una volta.

(Nella foto in alto il taglio del nastro, in basso uno scorcio dell´interno)