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VITTORIA - 08/09/2013
Attualità - Rileva l’uscente Francesco Ferreri

Consorzio Cerasuolo, Maggio presidente

L’impegno del nuovo presidente Maggio. Ambiziosi progetti per dare maggiore lustro a un vino di grande pregio, unico Dogc in Sicilia, gà noto in tutto il mondo
Foto CorrierediRagusa.it

Intenditori e palati raffinati appena l’assaggiano lo definiscono «nettare degli dei». Frutto di una terra virtuosa sicuramente baciata da Bacco tanti secoli fa. E’ il Cerasuolo di Vittoria, un milione di bottiglie prodotte da 33 aziende che fanno parte del Consorzio di Tutela del Cerasuolo di Vittoria Docg (nella foto), da pochi giorni rinnovato e pieno di nuovo vigore per rilanciare l’immagine e la qualità del prezioso vino. Il nuovo presidente è Massimo Maggio (Maggio Vini-Vigna di Pettineo). Sarà supportato dal seguente Consiglio di amministrazione: Marco Calcaterra (Avide), Valentina Nicodemo (Judeca), Francesco Ferreri (Valle dell´Acate e presidente uscente), Guglielmo Manenti (Manenti), Rosario Alescio (Tenuta Buonincontro).

Il nuovo Cda ha in mente grandi progetti. Che il nuovo presidente Massimo Maggio di anticipa: «Siamo pronti ad impegnarci nell´ulteriore promozione del vino e della terra di produzione. Assieme agli altri colleghi produttori presenti nel cda siamo pieni di buoni propositi e non ci manca l´entusiasmo. Continueremo con alcune iniziative già avviate da tempo ma pensiamo anche a nuove attività per aprirci ancor di più ai nuovi mercati, partendo dalla considerazione di poter contare su un vino di grande e riconosciuta qualità, prodotto in un territorio ricco di storia e che può sicuramente rappresentare un´ottima attrattiva. Il Consorzio anche in sinergia con la Strada del vino Cerasuolo e tutti gli enti territoriali si attiveranno maggiormente per incrementare il Turismo enogastronomico nelle Terre del Cerasuolo».

Il destino del Cerasuolo è legato a quello della città di Vittoria. Il vino nasce proprio nell’anno della fondazione, il 1606, da quando Vittoria Colonna Henriquez donò ai primi 75 coloni un ettaro di terreno a condizione che ne coltivassero un altro a vigneto. E poiché nel dna del vittoriese è presente quella componente che si chiama «ingegno», ecco che nel giro di 4 secoli il Cerasuolo diventa un vino che si fa apprezzare in tutto il mondo. Non è un caso se al Cerasuolo di Vittoria è riservato il massimo riconoscimento qualitativo della Docg (unica in Sicilia), premiando così gli sforzi dei produttori e riconoscendo al vino pregi di assoluta qualità. Sebbene la crisi dei consumi, i produttori continuano ad ottenere positivi segnali dai mercati investendo soprattutto all’estero come Germania, Inghilterra, Olanda e Stati Uniti dove la qualità del Cerasuolo è già conosciuta e non mancano segnali di interesse anche dai mercati asiatici come il Giappone.