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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 799
VITTORIA - 18/08/2013
Attualità - Raduno estivo dei confrati alla presenze di don Vittorio Pirillo

Congregazione Ss. Crocifisso, è l’anno dei restauri

Sottolineata la meritoria attività di recupero del patrimonio artistico e culturale come il tempietto del Golgota e dell’antico atto, datato 1678, che attesta l’aggregazione della Congregazione vittoriese all’Arciconfraternita romana di San Marcello in Urbe
Foto CorrierediRagusa.it

«Nell’anno dei restauri», non poteva mancare il consueto raduno estivo dei confrati della Congregazione del Santissimo Crocifisso di Vittoria. Una serata partecipata all’insegna della fratellanza ma anche della cultura. A Villa Melania professi e novizi con le rispettive famiglie si sono incontrati per rendere anche omaggio al loro Padre Spirituale don Vittorio Pirillo (nella foto con Vittorio Campo), presente nell’occasione, che quest’anno ha maturato ben 10 anni di guida spirituale al servizio della Confraternita più antica e ormai unica superstite della città.

Al prelato vittoriese, i confrati, guidati dal loro Prefetto Superiore Vittorio Campo, hanno donato una targa ricordo. Dieci anni trascorsi «intensamente, in cui don Vittorio è stato sempre presente, attento, sensibile alle problematiche della Congregazione e dei Crucifissari -dice il presidente Campo- sia nelle vesti di Arciprete Parroco della Basilica di San Giovanni sia come padre spirituale dei confratelli».

Per questo la meritata targa, che suggella l’unione tra Chiesa e laici impegnati nella promozione del culto e del Cristianesimo illuminato seguendo i precetti dell’ umiltà, dello spirito di servizio, sacrificio e devozione. Precetti che don Vittorio Pirillo ha trasmesso e continua a trasmettere attraverso i suoi insegnamenti di pastore dell’intera comunità cittadina.

Ma questo è anche l’anno dei tanti recuperi culturali di cui già da tempo la Congregazione del Santissimo Crocifisso si fa promotrice sempre seguendo l’antico motto «Conservare per mantenere, preservare per tramandare». Ma anche, è possibile aggiungere, «rinnovare per continuare», positivamente e in maniera oculata nella scelta delle nuove leve e adepti.

Perché «è necessario tenere alta la qualità della Fede e dello Spirito- aggiunge Campo- di una devozione a sostegno di un culto antico di ben quasi 400 anni: quello del Venerdì Santo vittoriese». Non solo apparenza quindi, quella dei Cruciffissari che sin dagli albori si sono sempre distinti nell’opera pia, nella beneficenza e nel mantenimento del culto.

Anche attraverso i suoi simboli, le opere pregiate che rappresentano il nobile passato ma anche il suo brillante presente. Quest’anno, dopo l’urna, l’antico drappo settecentesco, il tempietto di piazza Calvario è stata la volta del restauro per opera della ditta «Arte e Restauro», del suo simbolo più importante; il settecentesco Cristo morto portato in processione sul Cataletto dai confrati.

In ultimo il restauro dell’antico atto, datato 1678, che attesta l’aggregazione della Congregazione vittoriese all’Arciconfraternita romana di San Marcello in Urbe. Recupero complesso di un supporto pergamenaceo condotto dal restauratore Livio Nappo, esperto specialista in restauro librario, pergamenaceo e cartaceo dell’Opificio delle Pietre dure di Firenze nonché in sistemi di montaggio di supporti di conservazione e climatizzazione dei manufatti restaurati.