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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 436
VITTORIA - 12/05/2013
Attualità - A passi spediti verso la riforma del mercato ortofrutticolo

Aria pulita al mercato, nuovo regolamento in consiglio

Il vecchio codice di comportamento è datato 1971. Finora ci sono state solo chiacchiere inutili e polemiche. Ora la Vittoria mercati srl anticipa i tempi e formalizza la bozza al sindaco, che approva. La parola al Consiglio comunale…
Foto CorrierediRagusa.it

In netto anticipo sul cronoprogramma. Da non crederci ma è vero! La «Vittoria mercati srl» ha trasmesso al sindaco Giuseppe Nicosia la bozza del nuovo regolamento del Mercato ortofrutticolo. Il vecchio codice risale al tempo del boom economico, datato 1971, 42 anni fa, due anni dopo l’arrivo degli americani sulla luna, ai tempi della televisione in bianco e nero. Nessuno ci aveva mai messo mano a modificare i punti più vecchi, per ignavia o per non disturbare i beneficiari di favori e privilegi: nell’assegnazione delle licenze, nel chiudere un occhio e mezzo sugli accessi facili, nel non denunciare illegalità sommerse e così via. Poi è scoppiato il fenomeno della «doppia attività» prima sempre tollerato, dei tappi ai commercianti, dei box in odor di mafia, delle irregolarità contabili, fino a quando i blitz della Guardia di finanza non hanno scoperchiato definitivamente il malcostume «consigliando» a tutti coloro che al mercato vivono e lavorano che è meglio mettersi in regola per non vedersi revocare le licenze e restare fuori dalla sbarra d’accesso.

Come si dice, se il buon giorno si vede dal mattino, il nuovo Consiglio di amministrazione formato dal presidente Emanuele Garrasi (foto) e dai consiglieri Giuseppe Sulsenti e Angelo Piccione è partito con il piede giusto ed è intenzionato di apportare le modifiche ancor prima dei tempi della politica e della burocrazia. Via dunque alla rivoluzione al mercato per quanto riguarda la disciplina degli accessi, dei controlli e delle licenze.

«Abbiamo formalizzato – dichiara il presidente della società, Emanuele Garrasi - la bozza del regolamento in anticipo sui tempi che ci eravamo dati, rispettando l’impegno che avevamo assunto nei confronti degli operatori del mercato e dell’amministrazione comunale. Il nuovo regolamento è frutto di un lavoro minuzioso, che rappresenta la sinergia fra diverse esperienze. Ringrazio l’associazione dei concessionari, con in testa il presidente Filippo Giombarresi, per la collaborazione e per gli stimoli forniti. Per la stesura del documento ci siamo avvalsi dell’esperienza di mercati associati, oltre che della professionalità dell’avvocato Carmelo Giurdanella. Ma il nostro lavoro non finisce qui: occorre ancora confrontarsi, limare eventuali spigolature, spiegare le ragione delle modifiche apportate, condividerle e maturarle con tutti gli attori della filiera, dalle associazioni dei produttori ai commissionari, ai commercianti, ai grossisti, all’amministrazione comunale, in modo da fornire ai consiglieri comunali un quadro esaustivo della indispensabile regolamentazione delle procedure esistenti. Il civico consesso dev’essere messo nelle condizioni di compiere le scelte più opportune e convenienti per lo sviluppo della struttura mercantile. In ultimo voglio ricordare che il regolamento vigente è datato 1971 e non è adeguato alle modifiche del diritto societario e delle pratiche commerciali, oltre a non tenere conto dell’imprescindibile uso della tecnologia».

La parola al Consiglio comunale, vediamo in quanto tempo esiterà l’importante punto rimasto nelle sabbie mobili per 42 anni. «Sono contento – afferma il sindaco, Giuseppe Nicosia - che si siano rispettati, anzi addirittura anticipati i tempi, e che si sia partiti dall’atto fondamentale, ovvero il regolamento del mercato. Il vecchio regolamento è oggetto di contenziosi e di confusione, per cui era improcrastinabile una revisione. Ora si apre una fase importantissima, che è quella del confronto sull’egregio lavoro svolto dalla Vittoria Mercati e che deve garantire da un lato la più ampia partecipazione e conoscenza del documento e, dall’altro, una celerità che faccia il paio con la speditezza con cui ha lavorato la società».