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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:26 - Lettori online 873
VITTORIA - 20/01/2013
Attualità - Lite per il possesso della storica casa del Pci-Pds-Ds-Pd

Sede Pd, Fabio Nicosia «sfratta» Aiello

Da tempo la querelle covava. Adesso l’intimazione del fratello del sindaco: «Porti le chiavi e sgomberi la casa prima di adire le vie legali». La replica di Aiello: "L’hanno lasciata dicendo che era intrisa di sangue stalinista. L’avvocato Curciullo sta curando l’azione legale per donare la casa"
Foto CorrierediRagusa.it

«Aiello, porta subito le chiavi e sgombera la casa!». L’ordine così deciso è di Fabio Nicosia, fratello del sindaco ed esponente del «Megafono» di Rosario Crocetta. Sembrerebbe una vicenda da Istituto case popolari: una delle tante case abusive occupate da un senzatetto che non ha diritto e a cui viene intimato l’ordine di sgomberare immediatamente l’immobile per darlo a chi gli spetta. Invece si tratta della storica sede che sarebbe spettata al Partito democratico, in via Bixio 12 (foto), erede naturale e legittimo di Ds e Pci, dentro la quale casa hanno mese piede niente di meno che Enrico Berlinguer e Achiello Occhetto. La sede che ha assolto, perdonato e scomunicato, a seconda delle varie fasi, i «compagni» che manifestavano dissenso al «Centralismo democratico» del partito vittoriese. Oggi è la sede del Movimento Azione democratica di Francesco Aiello.

Fabio Nicosia la rivendica, «è del Pd, pagata con i soldi degli iscritti e tesserati che hanno fatto la storia della sinistra, invece il partito si è caricato di un affitto di 5 mila euro l’anno prima di ricevere a titolo gratuito la casa della mia famiglia in via Castelfidardo».

Da tempo esiste una querelle sulla disponibilità della sede dell’ex Pci, che dopo lo scioglimento di Ds e Margherita e sarebbe dovuta andare in eredità al costituendo nuovo partito, il Pd. Invece quella casa, sottolinea adesso Fabio Nicosia, è rimasta nella disponibilità di Francesco Aiello, che l’ha utilizzata per l’attività politica del suo movimento autonomista. «Prima di procedere con una azione legale, oltre a denunciare pubblicamente questo vero e proprio scandalo della vecchia malapolitica, chiedo ad Aiello di consegnare le chiavi della sede e di sgomberare prima possibile».

Nei giorni scorsi Francesco Aiello ha annunciato pubblicamente che alle prossime elezioni, pur essendo in totale dissenso con l’amministrazione comunale retta da un sindaco Pd, voterà e inviterà a votare gli iscritti al movimento per la sinistra, quindi per il Pd di Bersani. Un’uscita ufficiale che non è piaciuta ad Antonella Stival, che con Giovanni Lunetta ha curato l’ultima campagna regionale di Aiello, la quale rimprovera all’ex assessore di non avere discusso la decisione in maniera democratica, prima, all’interno del movimento.

Fabio Nicosia, su questa ultima scelta politica è drastico nei confronti dell’ex sindaco. «Aiello ha affermato di volere votare Bersani e Partito Democratico e il segretario provinciale del mio partito ha salutato con favore questa sorta di «ritorno all’ovile».

E’ un problema suo se in tre anni è passato dalla sinistra alla destra di Incardona, dal movimento Territorio all’MPA dove ha lucrato il posto di assessore e ora termina il giro completo proclamandosi elettore del Pd, ma non vorrei che si trattasse di un suo trucco per mantenere, con la compiacenza di qualche vecchio compagno, il possesso dell’immobile magari attraverso l’istituzione di un circolo o associazione satellite del Pd».

LA REPLICA DI FRANCESCO AIELLO AL PROBLEMA SOLLEVATO DA FABIO NICOSIA

Aiello replica: "Le situazioni patrimoniali ammaliano Nicosia. Dopo sei anni si è svegliato di soprassalto. Da otto mesi la presidenza di Ad ha incaricato uno stimato legale che tra l’altro fa parte del comitato provinciale dei garanti Pd". «Le situazioni patrimoniali-continua l´ex sindaco di Vittoria- ammaliano Nicosia che, dopo sei anni assai tribolati e impegni elettorali bene o male archiviati, solleva una questione sulla quale è stato quantomeno superficiale. Figurarsi se aveva tempo di interessarsi alla sede di Ad, già sede del Pci e dei Ds, con tutti gli incontri di beach a cui doveva badare. Ci ritorna ora, quando da otto mesi almeno, la presidenza di Ad ha assunto la decisione di verificare le condizioni di consegnare l’immobile a tutti i successori del Pci e dei Ds, in considerazione del fatto che l’atto di proprietà è intestato, nella qualità, al sottoscritto e al compianto prof. Gravina. Lo rassicuriamo in tal senso di non avere soffiato niente a nessuno, anzi abbiamo tutelato il bene perché non finisse in brutte mani. Del resto, se ne avessero avuto interesse avrebbero potuto ben rivolgersi alla magistratura e invece non l’hanno fatto».

L´avvocato Angelo Curciullo sta curando la causa dal punto di vista legale. «Loro stessi – continua l’on. Aiello, facendo riferimento ai Nicosia – hanno lasciato quella sede dicendo che era intrisa di sangue stalinista. Nell’atto di acquisto, io ci sono. Ecco perché la casa è rimasta ad Azione democratica. Ora, che cosa pretendono? Si sono svegliati di soprassalto? E per quale motivo? In ogni caso, è stato già deciso e definitivamente confermato, attraverso l’affidamento dell’incarico ad un legale (l’avv. Angelo Curciullo) che la casa sarà restituita a una associazione costituita da tutte le forze ex Pci ed ex Ds, compreso il Pd, oppure sarà donata per farne casa dei poveri. Sono stati i sottoscrittori di un tempo ad avermelo prescritto: la casa va ai lavoratori. No a quelli che sono dediti a iniziative realizzate con i soldi degli enti e delle sponsorizzazioni pubbliche e private per decine di migliaia di euro. Tra l’altro, vorrei anche aggiungere che l’avv. Curciullo è iscritto al Pd e svolge una funzione in seno al comitato provinciale dei garanti. A lui, mesi fa, abbiamo posto la questione nella duplice veste, incaricandolo di prendere contatti con tutti i rappresentanti delle aree ex Pci ed ex Ds».