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VITTORIA - 29/12/2012
Attualità - Presentati i dati del Progetto Social Network nella sala del Buon Samaritano

Corsi per badanti, pizzaioli, giardinieri e falegnami

Sessanta giovani, italiani e immigrati, che versano in condizioni di disagio hanno partecipato ai corsi di formazione e alcuni ce l’hanno fatta
Foto CorrierediRagusa.it

Badanti, pizzaioli, falegnami, giardinieri e addetti al confezionamento dei prodotti agroalimentari. Saper fare questi lavori oggi, o farli meglio e con più professionalità di altri, significa collocarsi in pole position nella griglia di partenza di chi cerca lavoro. Il progetto Social Network iniziato nel settembre del 2010 e conclusosi in questi giorni, ha avuto l’obiettivo di formare giovani immigrati e italiani che versano in condizioni di disagio sociale e che hanno tanto bisogno di essere inseriti nel mondo del lavoro. Il progetto ha tentato, in pratica, di accorciare la distanza fra domanda e offerta di lavoro nei settori sopraccitati. Ha favorito il rapporto fra l’azienda richiedente manodopera e lavoratore in vista di una ipotetica stabilizzazione.

I dati del progetto al quale hanno partecipato 60 giovani, sono stati presentati nel salone del «Buon Samaritano» allocato nella parrocchia dello Spirito Santo, realizzato da quel prete-missionario che si chiama Beniamino Sacco, con fondi privati e donazioni che solo la sua intraprendenza «miracolosa» riesce a reperire.

Il risultato del lavoro svolto è stato esposto dal direttore del progetto Mario Adamo, supportato dai rappresentanti dei comuni del territorio ipparino ed etneo che hanno contribuito alla riuscita dell’intento: l’assessore Gianni Caruano per Vittoria (Comune capofila), il sindaco Giuseppe Alfano per Comiso, il vice sindaco di Acate Salvatore Cutraro, l’assessore Pina Buonvicino per il comune di Mazzarrone. Assente ingiustificato Giovanni Verga, neo sindaco di Licodida Eubea, comune confinante con la provincia iblea che sotto la sindacatura Li Rosi sposò l’iniziativa insieme agli altri enti partner.

«Il risultato- ha detto il direttore Mario Adamo- è che alcuni di questi giovani hanno avviato contatti seri con le aziende presso le quali hanno svolto lo stage e qualcuno avrà l’occasione di lavorare». Al di là di questo è stata sottolineata la bontà del progetto, che si spera di ripetere, perché la Comunità europea i fondi a disposizione ce l’ha, salvo poi non spenderli per l’insipienza di una classe politica e amministrativa che non sa organizzare e amministrare a un metro oltre il proprio naso. «La filosofia- ha ribadito Adamo- è fare rete pubblico-privato secondo il dettame della Comunità Europea, che riesce a mettere sul tavolo ben 285 milioni di euro per corsi di formazione, in poche parole più degli allievi».

Il progetto Social Network, maniacalmente curato in tutti i dettagli da Eolisa Parrino, Valentina Ferro e Linda Ferraro, ha riscontrato il plauso di tutti, ma il più autorevole e disinteressato è proprio quello di don Sacco, secondo il quale «siamo stati in presenza di un corso vero. Io non credo ai corsi di formazione, ma questo ha funzionato davvero bene».

Un forte contributo al Progetto e al convegno conclusivo è stato fornito dagli interventi degli amministratori dei comuni citati ma anche dalle testimonianze della docente Elena Pirillo e dalla presidente dell’Associazione Onlus Girotondo, Maria Rosa Cassisi.

Nella foto sopra, i protagonisti del Progetto Social Network