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VITTORIA - 25/11/2012
Attualità - In vista del 368° anniversario della fondazione

Il vicario foraneo don Cascone visita la Congregazione

Un incontro non solo spirituale ma anche culturale
Foto CorrierediRagusa.it

Padre Mario Cascone (nella foto al centro accanto a Vittorio Campo), riconfermato da poco alla carica di Vicario Foraneo di Vittoria, si è recato in visita ufficiale alla Congregazione del S.S. Crocifisso. La seduta aperta dal presidente Vittorio Campo si è arricchita in seguito del pensiero filosofico e teologico del prelato incentrato sui temi della «Santa Croce» e del «Mistero teologico del dolore».

Il principio aristotelico del «primo motore immobile» sintesi di una divinità classica – ha detto Cascone – ha fatto spazio al Dio imperturbabile e temuto dell’Antico Testamento. Ma solo nel Nuovo Testamento quel Dio prima immateriale e irraggiungibile è diventato «Dio Amore» rivelandosi all’Evangelista Giovanni».

Un incontro non solo spirituale, ma anche culturale che ha visto partecipi i numerosi confrati presenti. Da anni ormai la Congregazione sta seguendo percorsi di rinnovamento spirituale grazie agli incontri programmati e seguiti direttamente dall’assistente spirituale e Arciprete Parroco di San Giovanni Battista, don Vittorio Pirillo e dal «Maestro dei novizi» e Diacono permanente Giovanni Corbino.

Spiritualità e non solo dunque per l’unica confraternita superstite della città ipparina; la stessa che si appresta a celebrare il suo 368° anniversario dalla fondazione. Nel 1644, infatti, il Venerabile gesuita Luigi La Nuza – al quale è stata dedicata una via recentemente per merito dell’amministrazione Campo e del sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia – la fondò nel tentativo di raccogliere sotto il significato della Crocifissione «nobilissimi cavalieri della croce e piaghe del Signore».

Inoltre, la sensibilità per la tradizione e la storicità della Congregazione mostrate dalle ultime amministrazioni succedutesi, hanno fatto in modo di riportare alla luce oggetti di pregio ora restituiti ai fedeli per il culto, come il complesso statuario in carta pesta di scuola leccese «La Crocifissione» o il crocifisso ligneo miracolosamente recuperato e attribuito alla «scuola siciliana francescana» di Fra Umile da Petralia; e grazie al prefetto Emanuele Ingrao ha rivisto la luce l’antico stendardo settecentesco, il tempio del 1859 di piazza Sei Martiri. Prima ancora con l’amministrazione Di Franco fu fatta restaurare l’antica Urna processionale commissionata dai Baroni Ricca della Scaletta.