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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1338
VITTORIA - 03/11/2012
Attualità - Inaugurata la 46. Campionaria nazionale di novembre

Una settimana di Emaia, sfida alla crisi

Il presidente Giovanni Denaro duro con la deputazione: «In campagna elettorale nessuno ha speso un aggettivo per l’Emaia, unica campionaria in Sicilia dopo i fallimenti di Messina e Palermo»
Foto CorrierediRagusa.it

L’Emaia ai tempi della crisi. Resiste e innova, con la «fiera» consapevolezza di essere rimasta unica fiera di un certo rilievo in Sicilia, dopo la scomparsa di quella di Messina e di Palermo. Concetto che a turno, i partecipanti all’inaugurazione della 46. Campionaria nazionale ripetono fino alla noia per ricordarlo ai presenti, agli assenti e a chi non vuol sentire: tutta la deputazione regionale (vecchi e nuovi), eccetto il vicino di casa Pippo Digiacomo, giunto a metà cerimonia. E gli altri? Orazio Ragusa, del quale si parla come possibile assessore, è troppo distante da Vittoria; Giorgio Assenza, ligio al cognome e al dovere istituzionale com’è, probabilmente vorrà giurare prima di presentarsi in veste ufficiale di deputato; così pure si pensa del ragusano Nello Dipasquale; mentre l’acatese-vittoriese Vanessa Ferreri oltre all’investitura ufficiale dovrà superare il rigido protocollo imposto da Beppe Grillo, senza il quale assenso nessuno è autorizzato a parlare o a presenziare in pubblico.

Ma la picconata alla deputazione locale, Giovanni Denaro, presidente dell’Emaia, l’ha data ugualmente. . Salvatore Di Falco, predecessore di Denaro e presidente del Consiglio comunale, parla come uno che potrebbe essere un futuro sindaco di Vittoria e rincara la dose nei confronti dei politici e delle istituzioni assenti: «Non è un bel segnale d’inizio la loro assenza».

Doveva essere Crocetta a tagliare il nastro, ma il presidente ha pur diritto a ritemprarsi dopo la campagna elettorale, per cui la sforbiciata al nastro è stata affidata a 6 mani: il sindaco Giuseppe Nicosia, il commissario provinciale Giovanni Scarso e il sindaco di Niscemi Francesco La Rosa.

Chi si sente parte integrata nella realtà Emaia è il sindaco di Niscemi Francesco La Rosa, la seconda volta nella qualità di invitato. «La terza spero di essere tra quelli che invita e di avere qui anche espositori di Niscemi». Lo stesso auspicio che si pone il sindaco di Mateszalka, Istuàn Szabo, . Interessante il botta e risposta tutto ipparino fra il sindaco Nicosia e il commissario Scarco. «La Provincia- ha detto Nicosia- che è stata sempre matrigna nei confronti dell’Emaia, Scarso avrà l’occasione per sanare le ferite passate e di inserire la fiera nell’agenda della Provincia». La risposta di Scarso: «Il fatto che chi mi ha preceduto non ha lasciato un euro, non mi esime però dal dire che col nuovo bilancio, la Fiera Emaia avrà l’attenzione che merita nella mia nuova pianificazione di spesa. Metterò in campo tutte le azioni possibili per favorire decisioni a favore di una manifestazione che coniuga lo sviluppo del Mezzogiorno».


la politica? se la conosci la eviti
03/11/2012 | 22.15.11
Giovanni Cappello

Perché sbraitare tanto? Perché evidentemente alla sinistra vittoriese è rimasto nel gozzo quel 59 a 41: 59, cioè, hanno girato le spalle alla politica e soprattutto alla "buona politica" della giunta Nicosia, 41 ci sono cascati o per scelta o per bisogno o per continuare a sperare in un cambiamento che questa classe politica NON può garantire perché troppo autoreferenziale.
Queste regionali hanno evidenziato, qualora ce ne fosse stato bisogno, che ai politicanti non importa poi molto delle ideologie, dei programmi, delle alleanze e, in sintesi, del popolo che i elegge.
No, a lorsignori interessa solo scalare le poltrone per avere sempre più potere e sempre più prebende. La politica assunta come una droga finisce con l´allontanare la gente dalle urne; tanto varrebbe istituire una San Patrignano per disintossicare un po´ di gente...