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VITTORIA - 18/10/2012
Attualità - Il problema si aggrava

Abusivismo commerciale piaga di Vittoria: allarme Cna

Con la disperazione della crisi economica, a ogni angolo di strada c’è qualcuno che vende qualcosa

L’abusivismo commerciale a Vittoria è stato sempre di casa. Ma ora, con la disperazione della crisi economica, a ogni angolo di strada c’è qualcuno che vende qualcosa. La Polizia municipale compie il blitz, sanziona, ma quando si allontana l’attività commerciale riprende. E non è solo la vendita di frutta e verdura sotto il marciapiede che dilaga nella città ipparina. Ogni settore commerciale e artigianale ha il suo abusivismo. Lo dice la Cna, Giuseppe Santocono e Giorgio Stracquadanio, stanchi di ricevere segnalazioni da artigiani che pagano le tasse, che ricevono continui controlli fiscali e che rischiano di soffocare nella morsa della concorrenza sleale.

«A Vittoria c’è troppo abusivismo- scrive la Cna- Le imprese che operano nella legalità sono stanche di vedersi rubare il lavoro sotto gli occhi da chi non versa tributi e contributi, non conosce cos´è l´iva, la Camera di commercio, l´Inps, l´Inail, la legge sulla privacy, la normativa sulla sicurezza».

Il fenomeno dell’abusivismo è vecchio e difficile da contrastare. La Cna n’è consapevole: «Questo problema – aggiungono i due dirigenti sindacali– c´è sempre stato e la nostra organizzazione più volte l´ha messo in piazza pubblicamente. Ora, con la crisi attuale, il fenomeno sta raggiungendo dimensioni non più sopportabili. Edilizia, acconciatura, commercio i settori più bersagliati. Ci sono pochi controlli e questi stessi riguardano, paradossalmente, le attività che operano in regola. Una duplice beffa: subire la concorrenza sleale ed essere sottoposti a controlli».

Una denuncia senza destinatari ma arriva direttamente sui tavoli della Polizia municipale e della Guardia di finanza Agenzia delle Entrate. «Pensiamo – concludono Santocono e Stracquadanio – che la misura sia colma. Il fenomeno, grazie anche alla crisi, rischia di raggiungere dimensioni non più «governabili», minando alla base il tessuto produttivo sano già schiacciato dalla mancanza di accesso al credito. Stiamo pensando di avviare iniziative di concerto con polizia municipale, Guardia di finanza e Agenzia delle entrate, allo scopo di stanare le irregolarità nel settore dell’artigianato e tutelare quindi chi lavora onestamente ma viene percepito come evasore».