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VITTORIA - 29/09/2012
Attualità - A sei mesi dalla prematura scomparsa dalla giovanissima studente

La «Vittoria Colonna» ha consegnato il diploma ai genitori di Irene Iozzia

L’iniziativa presa dalla dirigente della scuola, Emma Barrera. Emozioni quando la mamma di Irene ha aperto il diario e letto alcune frasi annotate dalla figlia
Foto CorrierediRagusa.it

Il diario di Irene Iozzia si è fermato il 13 marzo del 2012. Da quel giorno le pagine non sono più «sporche» d’inchiostro! Ma il ricordo di Irene è sempre vivo. Per la dirigente della Scuola Media Vittoria Colonna Emma Barrera, le insegnanti Pina Pepi e Martina Missud e i compagni di classe della ragazza deceduta appena giunta in ospedale a seguito di un improvviso malore qualche istante prima di entrare nella palestra della scuola per l’ora di ginnastica, Irene vive, è ancora fra le alunne che dopo avere conseguito il diploma si accinge a intraprendere gli studi superiori.

La sua scuola l’ha voluta ricordare con una cerimonia sobria, aperta ai compagni della 3’ I e ai genitori della ragazza, i docenti Elisa Iozzia e Pietro Iozzia, l’assessore alla Pubblica Istruzione Piero Gurrieri e il presidente del Consiglio d’Istituto Luigi Marchi. Niente flash e neanche telecamere, su espressa volontà dei genitori, per la consegna del diploma di maturità che la sfortunata ragazza avrebbe conseguito dopo gli esami nel mese di giugno. Un gesto simbolico per sottolineare lo zelo e la diligenza dell’alunna nella vita e in classe, un modello, un punto di riferimento per compagni e insegnanti.

Particolarmente toccanti i momenti quando la mamma di Irene ha aperto il diario per leggere alcune frasi che la figlia aveva scritto come fanno quasi tutte le ragazze di questa età: 15 settembre, primo giorno di scuola. Ierene scrive «non vedo l’ora di passare l’anno come la mia 3’ I: vi voglio bene ragazzi». «Qui c’è l’anima di Irene- dice mamma Elisa- l’inno alla vita meravigliosa. O come quando scrive: «Tutte le azioni che facciamo dovrebbero essere finalizzate al raggiungimento del bene».
Difficile trattenere il magone nella palestra della «Vittoria Colonna», anche se la dirigente scolastica Emma Barrera invita a «non ricordare Irene per l’aspetto tragico che si è verificato, ma per come era la ragazzina e per il messaggio che potrà dare il suo sacrificio».

Dal cuore alla ragione, non si può fare a meno di toccare il tasto sanitario, l’efficienza delle strutture, la professionalità dei medici, l’utilizzo degli strumenti a bordo delle autoambulanze. Se ci fosse stato il defibrillatore a disposizione del medico, si sarebbe salvata Irene? Un interrogativo a cui non potremo mai rispondere con certezza, che lascia aperta la porta della speranza.

Nella foto in alto, da sinistra la dirigente scolastica Emma Barrera, l´assessore Piero Gurrieri, i genitori di Irente Elisa Bordonaro e Pietro Iozzia


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01/10/2012 | 14.39.11
Saro

Un abbraccio ai genitori