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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 278
VITTORIA - 26/07/2012
Attualità - Appello dell’Associazione «Confronto» e dei genitori della ragazza deceduta a scuola

Silenzio a 4 mesi dalla morte di Irene Iozzia

Il 13 marzo la tredicenne vittoriese si accasciò al suolo colta da malore nella palestra della scuola. Arrivò l’ambulanza in ritardo e senza medico rianimatore a bordo, per constatare che non c’era più nulla da fare...
Foto CorrierediRagusa.it

Sono passati 4 mesi e 13 giorni dalla tragica morte della tredicenne vittoriese Irene Iozzia (foto), colta da improvviso malore mentre s’apprestava a iniziare l’ora di educazione fisica insieme ai compagni della 3^ classe della Scuola Media «Vittoria Colonna». Da allora è sempre più forte il convincimento che quella giovane vita, forse, si sarebbe salvata se l’ambulanza fosse arrivata qualche attimo prima e se a bordo ci fosse stato un medico rianimatore, come in qualsiasi altro presidio sanitario.

E poiché da allora nulla accade, nonostante i ripetuti interventi politici, sociali e istituzionali, stiamo aspettando forse la prossima tragedia? Interrogativo agghiacciante da porsi dopo la lettera aperta inviata dal presidente dell’Associazione «Confronto», Enzo Cavallo, all’assessore regionale alla Sanità Massimo Russo, a tutti i parlamentari della provincia (nessuno escluso), al prefetto Giovanna Cagliostro, al direttore Asp 7 Salvatore Cirignotta, al sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia, al commissario provinciale Giovanni Scarso e agli organi di informazione.

«Nonostante il soccorso messo in atto dal personale della scuola e l’intervento di una ambulanza del 118 (giunta, peraltro – a dire dei presenti - dopo «un tempo inspiegabilmente lungo») non si è riusciti a scongiurare il peggiore degli epiloghi». Questo scrive Enzo Cavallo, con il consenso dei genitori (entrambi docenti) della sfortunata Irene Iozzia.

Una lettera misurata nello stile e nel contenuto, per nulla polemica, attenta a non additare responsabilità nei confronti di chicchessia, ma incisiva, piena di dolore, di rabbia e di speranza, che a 4 mesi dalla tragedia, purtroppo, non riceve risposte soddisfacenti.

«La morte di Irene non può rimanere vana». Questo è lo spirito che anima i genitori di Irene nell’accorato atto di sensibilizzazione collettiva. «Sin dal primo momento, purtroppo, si è dovuto prendere atto che diverse inefficienze verificatesi durante le fasi del soccorso, ma soprattutto l’assenza di un medico rianimatore a bordo dell’ambulanza, si sono rivelati fatali per la ragazza».

Chi deve interrogare la coscienza per quanto accaduto? Chi è obbligato a riflettere e a provare rimorso su cosa è successo quel tragico 13 marzo prima di prendere sonno ogni notte? Il legislatore che taglia le spese sanitarie che potrebbero salvare vite umane e chiude gli occhi per le altre che producono sprechi a beneficio di qualcuno? Oppure l’amministratore che esegue pedissequamente le norme tendenti a risparmiare servizi che invece si dovrebbero potenziare con più uomini e mezzi efficienti?

«Per quanto accaduto- si legge nella lettera aperta- in tutti i cittadini vittoriesi e non, è maturata la consapevolezza che se ad Irene fossero state date le opportunità di soccorso, già presenti in altre realtà della provincia, ossia ambulanza medicalizzata, per questa ragazza, forse, potevano esserci concrete possibilità di salvare «la sua giovane vita». Ed è proprio per questo che da parte di tutti, senza polemiche ed in termini tanto rispettosi quanto costruttivi, è stato auspicato che la morte di Irene non restasse vana. Infatti sia a livello familiare, sia scolastico, sia sociale è nata una forte sensibilità verso tutte le iniziative che prediligono obiettivi di Salute Pubblica e Buona Sanità».

Per capire e tastare il valore delle prese di posizioni delle istituzioni e della classe politica locale, basta vedere le reazioni che ci sono state dopo quel Consiglio comunale di Vittoria del 29 marzo, 16 giorni dopo la disgrazia, che ha approvato una mozione con la quale veniva motivatamente riproposta la necessità che il servizio di emergenza 118, anche a Vittoria, venisse dotato di ambulanza con la presenza a bordo sia del medico rianimatore che dell’infermiere. Nessuna reazione!

Infatti, cosa denuncia la lettera aperta? «A distanza di oltre 4 mesi, non si è visto nulla e quella mozione è rimasta «una voce nel deserto»! Fatto gravissimo che impone l’assunzione di iniziative tese a sollecitare il concreto intervento risolutivo di chi, avendone la competenza, non si è dimostrato, come dovuto, sensibile verso la comunità vittoriese che ha pagato a carissimo prezzo, con la vita della povera Irene, le conseguenze di un disservizio maturato, come in altri casi, in una situazione paradossale che non può lasciare indifferenti soprattutto chi ricopre posti di responsabilità».