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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 531
VITTORIA - 13/07/2012
Attualità - Quattro ore d’intervento di Chirurgia vertebrale per liberare il midollo a modicano

Modicano rischia paralisi, i medici di Vittoria lo salvano

L’équipe dei primari Tullio Russo e Luigi Denaro ha impiantato 12 viti nella colonna. Dopo qualche giorno in rianimazione, il paziente di 56 anni ha reagito bene e adesso è ricoverato in Ortopedia
Foto CorrierediRagusa.it

Se tornerà a camminare con le proprie gambe, dopo un periodo di riabilitazione sicuramente lungo, il paziente modicano di 56 anni, operato al «Guzzardi» di Vittoria la notte dell’8 luglio, potrà gridare al miracolo scientifico e sanitario. Grazie alla mobilitazione generale non di un reparto, ma di un intero ospedale, scattato in emergenza davanti a un codice rosso proveniente dalla Ortopedia di Modica.

L’uomo stava effettuando dei lavori nella sua abitazione quando per cause accidentali è caduto dalla scala a pioli. Una banalissima caduta per ritrovarsi a terra con la frattura in più frammenti di due vertebre toraciche, un paio di costole malmesse e conseguente paralisi immediata di entrambe le gambe. Praticamente un corpo diviso a metà, con quello inferiore insensibile a qualsiasi sollecitazione e stimolo. I soccorritori lo hanno trasportato al «Maggiore» di Modica e i sanitari del nosocomio della Contea dopo avere effettuato tutti gli accertamenti, compresa la Tac, previo contatto con il professore Tullio Russo, primario dell’Ortopedia di Vittoria, hanno deciso il trasferimento nel nosocomio ipparino sicuramente meglio attrezzato dal punto di vista strutturale per quel tipo di intervento. Qualche anno operazioni del genere venivano dirottate a Catania.

Il paziente è giunto a Vittoria alle 14, richiamando al lavoro i sanitari di Ortopedia, Radiologia, Chirurgia, Anestesiologia, Cardiologia e Laboristica. Alle 18 il modicano politraumatizzato è finito sotto i ferri del gruppo di Chirurgia vertebrale guidato dal prof. Tullio Russo e dal dottor Luigi Denaro, dell’anestesista dott. Pizzardi e dell’équipe infermieristica composta da Bertino, Germano, Napolitano e Scuderi.Quattro ore dopo medici e infermieri si sono sfilati i guanti di lavoro per dichiarare soddisfatti ai parenti dello sfortunato politraumatizzato che l’intervento operatorio era tecnicamente riuscito grazie all’impianto di 12 viti e la liberazione completa del midollo. Considerata la delicatezza dell’intervento, i sanitari hanno deciso di trasferire il paziente in sala Rianimazione subito dopo l’operazione.

Da giovedì, ovvero 4 giorni dopo l’intervento, superata la fase critica postoperatoria, il paziente è stato trasferito nel reparto di Ortopedia. «Da una prima valutazione- si limita a dire il professor Tullio Russo- già si apprezza un recupero della sensibilità alle gambe. Nelle prossime settimane si valuterà l’ulteriore capacità di ripresa del midollo allo scopo di avere il maggior recupero possibile dell’uso delle gambe».La notizia fa sensazione per due motivi: perché giunge nella fase più delicata della crisi economica, proprio mentre la «matrigna» operazione di spending review rischia di mettere in sedia a rotelle per sempre la sanità ragusana; secondo perché, bando alle polemiche campanilistiche sulle efficienze e inefficienze di questo o quel reparto, ci sono punti di eccellenza che nessuno può disconoscere e delle quali bisogna prendere atto per sempre, sia da questa classe dirigente dell’Asp 7 giunta alla fine del mandato, sia da quella che si insedierà a settembre.