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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 852
VITTORIA - 02/06/2012
Attualità - Un vittoriese denuncia un caso di presunta «Mala Università»

Concorso Storia contemporanea: vince l’architetto

Giambattista Scirè, laurea in Storia, dottorato e 5 anni di ricerca, è stato superato da una ragazza laureata in Architettura. Il Tar gli dà ragione ma la commissione ignora l’ordinanza. E scatta l’interrogazione parlamentare al ministro Profumo da parte del deputato Pd Paolo Corsini
Foto CorrierediRagusa.it

Il Tar di Catania terza Sezione giudica irregolare il concorso per un posto di Storia contemporanea (settore M-Sto/04) alla Facoltà di Lingue di Ragusa dell’Università di Catania, ma la Commissione di esami nominata dal rettore catanese Antonio Recca ignora l’ordinanza del Tribunale amministrativo e nomina vincitrice una concorrente che secondo il ricorrente Giambattista Scirè (foto(, vittoriese, non avrebbe i titoli per vincere il concorso. La vicenda ha fatto scattare un’interrogazione alla Camera dei deputati da parte del parlamentare del Pd Paolo Corsini, presentata il 14 maggio scorso al ministro dell’Istruzione Profumo. La vincitrice ha ottenuto il punteggio di 89,3, mentre il secondo classificato e ricorrente Giambattista Scirè ha avuto 86,45.

A dare notizia di ciò che viene ritenuta la solita ingiustizia nel mondo universitario, lo stesso concorrente Scirè, con laurea in Storia contemporanea, un dottorato di ricerca in Studi Storici sull’Età moderna e contemporanea, e ben 5 anni di assegni di ricerca in progetti sulla storia contemporanea. «Questi titoli- dice Scirè- non mi sono bastati per vincere il concorso. Il motivo del ricorso amministrativo? La non congruità dei titoli della vincitrice rispetto al settore disciplinare oggetto del bando. Sono stato superato da una concorrente che è in possesso di una laurea non in Storia ma in Architettura, non possiede alcun titolo di dottore di ricerca (requisito fondamentale e preferenziale per partecipare a qualsiasi tipo di concorso universitario), e risulta avere un profilo scientifico-disciplinare non congruente con il settore del concorso bandito, perché in possesso di un master in pianificazione del territorio (settore Icar-15) e di alcuni assegni di ricerca in storia dell´architettura (settore Icar- 18)».

Oltre a questo convincimento, Scirè non ha gradito il comportamento della Commissione esaminatrice. Il Tar ordina di riconvocare la commissione; ordinanza che non viene presa neanche in considerazione. «In attesa della nuova sentenza del Tar –sottolinea Giambattista Scirè- ed eventualmente del parere del Consiglio di Stato, la vicenda ha assunto una rilevanza nazionale, ripresa anche in un articolo di Corrado Zunino su Repubblica, intitolato, emblematicamente, "Mala Università".

Nella lunga e circostanziata interrogazione parlamentare il deputato Corsini ricorda che, nonostante nel bando «costituivano titoli preferenziali il dottorato di ricerca e le attività svolte in qualità di assegnisti di ricerca», al momento di stabilire i criteri specifici di valutazione, i commissari abbassavano, rispetto ai criteri usati da altre commissioni, proprio il punteggio massimo da attribuire al titolo del dottorato di ricerca (portandolo da 7 a 4 punti), e guarda caso la vincitrice non era in possesso proprio di questo titolo preferenziale.

«Si tratta- conclude Giambattista Scirè- dell´ennesimo caso che getta ombre sull´università italiana, e nella fattispecie su quella catanese, in cui le parole meritocrazia e qualità della ricerca finiscono per rimanere, purtroppo, dei meri "optional".


Ordinanza bis
02/06/2012 | 12.19.08
Giuseppe

Ecco il link corretto al testo integrale dell´ordinanza relativa al caso Scirè:

http://goo.gl/uBHKB


Ordinanza
02/06/2012 | 12.12.17
Giuseppe

Mi pare anche molto interessante il testo dell´ordinanza del TAR Catania che ha deciso sul punto:

http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Catania/Sezionepercento203/2012/201200485/Provvedimenti/201200306[_]05.XML

Giuseppe


Una precisazione
02/06/2012 | 12.09.51
Giuseppe

Una precisazione: il Consiglio di Stato non potrà mai essere investito della vicenda. In Sicilia giudice d´appello per le decisioni dei tribunali amministrativi è il Consiglio di Giustizia Amministrativa (CGA).