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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:44 - Lettori online 872
VITTORIA - 09/04/2012
Attualità - L’assessore provinciale risponde al presidente dell’Amiu Spalla

Eternit, Giovanni Scucces precisa: «Rimuoviamo amianto extraurbano»

L’assessore al Territorio e Ambiente ricorda a Spalla cosa prevede il protocollo d’intesa e che c’è da versare una quota per finanziare la raccolta. Finora hanno pagato solo Modica e Ispica
Foto CorrierediRagusa.it


Il caso sollevato dal consigliere Pdl Andrea Nicosia
Eternit ammassato davanti alla scuola, non è compito dell’Amiu toglierlo


Eternit, un problema serio che nessuna amministrazione intende affrontare sul serio. Da 15 giorni pezzi di eternit, materiale altamente pericoloso e cancerogeno, stazionato ai piedi di un cassonetto dell’immondizia nei pressi della scuola materna «Luigi Frasca» (foto) di via Dell’Acate senza che nessuno faccia qualcosa per rimuoverlo. La denuncia, condivisibile, è del consigliere del Pdl Andrea Nicosia. «Riteniamo assurdo –scrive Andrea Nicosia- che, nonostante si sia proceduto al normale ritiro dell’immondizia per circa due settimane (ulteriormente provato dal fatto che il cassonetto è vuoto), non si sia contestualmente proceduto al ritiro e allo smaltimento di materiale a rischio, ancora più pericoloso se ubicato dinnanzi l’entrata di una scuola materna. L’Amministrazione comunale provveda immediatamente alla rimozione e allo smaltimento di questo materiale altamente pericoloso alla salute umana».

La denuncia di Nicosia ha fatto centro. Il presidente dell’Amiu Giuseppe Spalla risponde a modo suo, centrando direttamente il cuore delle responsabilità: «Più dell’eternit sono pericolosi i cittadini incivili che lo abbandonano». Un’altra sacrosanta verità. Perché per inculcare la civiltà nella testa della gente non bastano gli annunci pubblicitari o i manifesti murali. L’incivile diventa civile con la repressione non con la persuasione. E poiché la repressione è impopolare per le carriere politiche, ci si rassegni a vivere nell’inciviltà e a convivere con l’eternit e con chi insozza le città per altre dieci generazioni.

«L’Amiu- continua Spalla- notoriamente, non è abilitata al ritiro e alla manipolazione dell’eternit. Il consigliere Nicosia, peraltro, dovrebbe sapere che vi è un protocollo d’intesa tra i Comuni iblei e l’ente Provincia, teso alla suddivisione delle spese per lo smaltimento dell’Eternit. Ma tant’è! Colgo l’occasione per invitare gli organi preposti al controllo di «attenzionare» e sanzionare quanti, privati o ditte operanti nell’edilizia, preferiscono inquinare e creare gravi pericoli alla salute pubblica, incamerando indebitamente maggiori profitti, al posto di smaltire i materiali cancerogeni attraverso le aziende specializzate nel settore».

Protocollo d’intesa, carta straccia! Perché siglare un protocollo d’intesa non solleva da nessuna responsabilità se l’intesa sulla carta non viene seguita dai fatti attraverso i comportamenti. Nelle case delle famiglie e nelle campagne si nascondono ancora tonnellate di eternit che nessuno smaltisce legalmente perché privarsi di un chilogrammo di eternit equivale a una spesa lussuosa che in pochi possono permettersi. Perché non c’è un vero programma dell’amministrazione pubblica che affronti il problema eternit creando un progetto di raccolta e di smaltimento secondo le leggi che hanno dichiarato pericoloso e cancerogeno l’eternit. Ecco allora il proliferare dell’incivile che di notte abbandona l’eternit davanti alla scuola, oppure lo fa a pezzettini e lo scarica nel cassonetto.

C’è crisi per stanziare soldi per lo smaltimento dell’eternit? Sì, però la Regione siciliana, su input della Ue, ha la solerzia di indire un bando pubblico al fine di individuare esperti agronomi e biologi per salvare la «Zelkova sicula», una pianta che rischia l’estinzione. Per i «salvatori della «Zelkova» sono stati stanziati 150 mila euro lordi per un progetto quinquennale. Che nessuno s’indigni. L’input è arrivato da Bruxelles, che ha preparato un progetto di 450 mila euro per la pianta che rischia di estinguersi. Se quei soldi non fossero stati utilizzati dalla Sicilia sarebbero stati prelevati da altre comunità. Altrettanto giusto sarebbe, però, che tutte le amministrazioni pubbliche, dalla Ue ai comuni di periferia, stanziassero insieme dei fondi per eliminare il pericoloso eternit, che prima di essere dichiarato fuori legge veniva utilizzato come tetto nei garage e persino come recipiente dell’acqua potabile!