Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1618
VITTORIA - 08/04/2012
Attualità - Per l’ultima edizione, il regista Massimo Leggio ha voluto innovare

Le novità del dramma sacro non hanno convinto del tutto

Il focus sul dramma sacro ogni anno è la scelta dei cambiamenti

Il focus sul dramma sacro ogni anno è la scelta dei cambiamenti che il direttore artistico propone nella scelta di prologo ed epilogo al testo del marchese Alfonso Ricca, che resta il "corpo" centrale della sacra rappresentazione.

Per l´ultima edizione, il regista Massimo Leggio ha voluto innovare, mutuando il prologo dall´opera di Kahlil Gibran "Gesù, figlio dell´uomo". Scelta coraggiosa, ma risultata poco convincente: sul piano della scelta e su quello recitativo. Un prologo che sfiora i 40 minuti non è calibrato rispetto all´intera rappresentazione: è troppo ridondante. Non c´è equilibrio e, a parte la disomogeneità tra i due testi, entra in gioco anche il diverso livello tecnico della recitazione, che si coglie subito. Il timbro, la presenza scenica e il taglio professionale di Alessandro Sparacino, Emanuele Puglia, Massimo Leggio e il sorprendente Filippo Brazzaventre nei panni di Giuseppe si elevano nettamente a sancire la differenza, non solo temporale, ma anche dei registri espressivi e recitativi.

Così lo spettatore in realtà partecipa a due momenti drammaturgici che non hanno molta affinità sul piano del codice del linguaggio, ma questo si sapeva già ed è il rischio che si corre insistendo nella salvaguardia del testo del Ricca e, quindi, della tradizione.

La soluzione adottata contribuisce ad interrompere la profonda concentrazione che richiede la fruizione della rappresentazione della Passione di Cristo. Si può parlare di una maggiore "teatralità", ma col dato fortemente percepito della differenza dei livelli espressivi e recitativi tra il prologo e il testo del Ricca.

L´operazione di Leggio basata tutta sul dramma "umano" dell´uomo Gesù, sulla rievocazione terrena dei momenti drammatici della crocifissione, scevro da ogni sentimentalismo di maniera o da pose didascaliche, quindi convince a metà, ma è stato un tentativo per cercare di innovare nella tradizione.

(Gianni Molè - Gazzetta del Sud)