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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:51 - Lettori online 1130
VITTORIA - 21/02/2012
Attualità - Una lettera aperta al presidente della Regione e al presidente della Crias Alescio

Crias ad artigiano indebitato: "Per la moratoria serve la legge"

La Cassa regionale finanzia imprese artigiane, agricole e dei trasporti al tasso d’interesse dell’1% con un fondo di rotazione impinguato dalle imprese che pagano le rate Foto Corrierediragusa.it

Immediata la risposta del presidente della Crias Rosario Alescio (foto). Pur rammaricato di quanto rappresentato dall´artigiano, il presidente dell´ente regionale spiega i motivi perché non è possibile differire il pagamento della rata. La Crias applica la legge ma non può varare provvedimenti legislativi.

"La Crias- scrive il presidente Alescio- è un ente che negli ultimi anni ha finanziato oltre ventimila imprese artigiane e anche agricole e dei trasporti. L´ente opera in ottemperanza a disposizioni legislative della Regione siciliana. I tassi di interesse applicati sono circa del 1 %. Su un finanziamento di 200.000 euro paghi circa 2.000 di interessi. Oggi la Crias, senza tema di smentita, è l´unico ente in Sicilia che rappresenta una speranza per le piccole e medie imprese artigiane, in quanto finanzia un investimento (attrezzature e/o immobili) fino a 387.000. Basta chiedere ad un imprenditore artigiano se riesce a trovare un così facile accesso al credito altrove.

A me dispiace la situazione rappresentata dall´imprenditore, purtroppo oggi sono centinaia le imprese che si trovano in questa condizione e noi non abbiamo né strumenti giuridici, né strumenti economici per poter dare delle risposte. Quando parlo di strumenti giuridici voglio dire che noi dipendiamo dalla Regione siciliana ed operiamo sulla base di norme specifiche. Mentre sugli strumenti economici voglio ricordare che noi gestiamo un fondo di rotazione e finanziamo poi gli artigiani via via che incassiamo le rate dei prestiti effettuati negli anni a loro stessi. Se per assurdo qualcuno, anche con un provvedimento legislativo, decidesse di far sì che la Crias applicasse una moratoria, ciò comporterebbe il blocco dei finanziamenti: se non rientra la liquidità con il pagamento delle rate, noi non avremmo i soldi da prestare.

Il Cda della Crias è formato oltre che dal sottoscritto anche dai rappresentanti delle imprese artigiane che conoscono la realtà e possono confermare quanto sto dicendo. Questo è un momento storico difficile per la nostra economia, c´è tanta tensione sociale e disperazione nelle famiglie e nelle imprese. Io assumo impegni per ciò che mi consente la legge e per ciò che ritengo giusto (voglio solo ricordare che abbiamo finanziato in provincia di Ragusa oltre 1.500 imprese agricole fino a trenta mila euro senza garanzie e ad un tasso 1,3 %).

Io sarei felicissimo se la Regione adottasse un provvedimento di legge per appostare una somma nel bilancio da destinare a Crias al fine di attuare una moratoria di 12-24 mesi per aiutare questi imprenditori in difficoltà´. La Crias, per le ragioni sopra dette, essendo un ente pubblico, non può che attenersi alle norme di legge".

Artigiano vittoriese indebitato chiede aiuto a Lombardo
«Io amo la vita, ma per la prima volta capisco (ma non giustifico) i gesti insani di alcuni piccoli imprenditori come me». E’ la frase estrapolata dalla lettera inviata da un artigiano di Vittoria al presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo e al presidente della Crias Rosario Alescio. E’ una lettera toccante, sintetizza in maniera struggente il momento di crisi che mortifica artigiani, commercianti, agricoltori e a seguire tutte le altre categorie produttive. «Una volta le imprese producevano reddito, adesso producono debiti». L’artigiano che scrive al governatore della Sicilia e al presidente della Cassa che eroga prestiti agli artigiani racconta la sua odissea, sicuramente simile a quella di tant’altri artigiani. La racconta tramite la Cna di Vittoria, Pippo Santocono e Giorgio Stracquadanio.

«Da trent´anni –scrive l’artigiano- opero nel settore della meccanica. Sin dall´inizio ho creduto nella mia attività concentrando su di essa sforzi e sacrifici per migliorarla professionalmente e strutturalmente. Grazie a questo impegno sono passato da un piccolo garage ad un capannone, dove oltre a me lavorano i miei figli. Vi dico queste cose con l´orgoglio dell´imprenditore operaio che da solo è riuscito a realizzare qualcosa d´importante e con la convinzione che il futuro bisogna costruirselo con le proprie mani. Ho sempre pagato regolarmente le tasse e i contributi, non ho mai ritardato, anzi ho sempre anticipato, i pagamenti, perché ho imparato che prima si rispettano le regole e poi si chiede il rispetto delle regole».

Premessa doverosa per continuare nel prosieguo della lettera aperta. «Oggi mi trovo in forte difficoltà. Ho l´officina piena di mezzi riparati ma i proprietari non vengono a ritirarli perché non hanno soldi, non mi possono pagare. La crisi della serricoltura è diventata la crisi dell´indotto, la mia attività è parte integrante dell´indotto. Per la prima volta non ho potuto rispettare le scadenze fiscali e contributive, così come mi trovo nelle condizioni di non poter onorare la scadenza della rata del mutuo che ho contratto con la Crias per realizzare il capannone. Per evitare quest´umiliazione, ho chiesto alla Crias se era possibile rateizzare l´effetto che scadrà a fine marzo.

La risposta, lapidaria, è racchiusa in poche righe: «Con riferimento all´istanza presentata, al fine di consentire a Codesta impresa di poter effettuare le opportune valutazioni, si comunica preliminarmente che il titolo cambiario in questione non potrà essere richiamato dall´incasso in quanto tali operazioni, in coerenza con quanto stabilito in seno al c.d.a. della Crias, possono essere autorizzate solamente in particolari casi di difficoltà dipendenti da gravi motivi di salute o dallo status di vittima di reati di usura o estorsioni. Ne consegue pertanto che il piano di rientro proposto, potrà essere accolto, a cura dell´Ufficio contenzioso, al solo fine di regolarizzare la posizione debitoria che scaturirà dal mancato pagamento del titolo cambiario presso lo sportello bancario».

L’artigiano non accetta le condizioni e i requisiti richiesti al fine di ottenere la dilazione. «Per ottenere un sostegno momentaneo devo essere gravemente malato o in mano agli usurai o peggio alla mafia? Altrimenti subire l´umiliante condizione del protestato con relativa iscrizione nel bollettino dei protesti cambiari della Camera di Commercio e le relative spese che ne conseguono? Io – insieme con tanti altri imprenditori artigiani – non penso di meritare questa mortificazione. Accanto a me ho trovato, oltre alla mia famiglia, la mia organizzazione, la Cna. Il resto si è girato dall´altra parte. Io amo la vita, ma per la prima volta capisco (ma non giustifico) i gesti insani di alcuni piccoli imprenditori come me».

Adesso l’artigiano aspetta una risposta definitiva direttamente dal governatore Lombardo e dal presidente Crias Alescio, che fra l’altro in questi giorni è fuori sede per lavoro. «Io- conclude l’artigiano- dentro il mio capannone mi sentivo forte, sicuro, vincente: oggi quel capannone non mi fa dormire. Eppure le imprese artigiane sono (state) l´unica vera risorsa economica di questa regione. Voi che rappresentate le istituzioni avete il compito, l´obbligo di fare qualcosa. Che cosa aspettate»?