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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:21 - Lettori online 1201
VITTORIA - 29/01/2012
Attualità - I "Forconi" si sono riuniti a Sampieri per decidere le prossime azioni di protesta

I mercati della provincia hanno ripreso la loro attività

A Vittoria i concessionari hanno deciso di regalare i prodotti invenduti in questi ultimi giorni
Foto CorrierediRagusa.it

Ritorno alla normalità nei mercati della provincia. Vittoria, S. Croce e Scicli hanno riaperto regolarmente senza intoppi da parte dei manifestanti di «Forza d’urto».

Il movimento mantiene ancora qualche presidio ma è incerto sul da farsi anche se le indicazioni dei leader è quella di spostare l’attenzione sulle piazze siciliane ed a Palermo in particolare. Mariano Ferro ha tenuto una assemblea a Sampieri con molti aderenti al movimento; l´intenzione è quella di tenere desta l´attenzione coinvolgendo le città nei luoghi più simbolici, piazze e comuni, per parlare direttamente con la gente e non disperdere l´esperienza di queste ultime due settimane,

Le notizie dai mercati parlano stamane di camion che sono partiti carichi di ortaggi e frutta alla volta del Nord. La merce accumulata negli ultimi giorni sarà comunque difficile da recuperare dopo un fermo durato quasi due settimane.
Il mercato di Vittoria, la più grande del Mezzogiorno, ha già quantificato danni per venti milioni di euro. E la scorsa settimana ha regalato tutte le produzioni che rischiavano di andare a male per non mandarle al macero.
Anche nel mercato di Santa Croce Camerina, il secondo per importanza e movimentazione di merci, c´è la speranza che si possa andare a recuperare qualcosa di quel tanto che si è perduto con la protesta dei "forconi" prima e lo stop nazionale dei tir dopo. Ad incrementare questa speranza i segnali di una ripresa dei prezzi, cosa che dovrebbe consentire ai produttori di recuperare qualcosa in più rispetto al passato.

Anche gli altri settori economici che hanno subito contraccolpi durissimi dal fermo dell´autotrasporto sono pronti a riprendere la "marcia". Oltre all´ortofrutta, particolarmente deciso a recuperare il terreno perduto è il comparto lattiero-caseario. Quintali di latte, solo col fermo dei "forconi", non sono stati consegnati alle industrie di trasformazione e il contraccolpo economico è stato notevole. Nel modicano la produzione nel polo avicolo è ripresa a piena ritmo ma l’attenzione resta comunque alta per un’eventuale ripresa delle agitazioni sulle strade.

Il "regalo" dei commissionari a Vittoria


I commissionari ortofrutticoli di Vittoria hanno deciso di regalare ai cittadini tutta la merce che non potrà raggiungere i banchi della grande distribuzione. Centinaia di pedane di prodotti ortofrutticoli, in particolare zucchine e pomodori, donati alla città, dopo circa 15 giorni di blocco.

"I commissionari - spiega il presidente dell´associazione Filippo Giombarresi - lo hanno fatto per dare un segnale forte dopo i danni subiti nei giorni scorsi con la merce che è rimasta invenduta perchè i Tir non hanno potuto raggiungere i mercati del Nord e per contrastare così la speculazione che in questi giorni ha fatto lievitare i prezzi".

Intanto, a proposito di mancati incontri a Palazzo d´Orleans con i rappresentanti dei "Forconi" che hanno organizzato la protesta, l´ufficio stampa della Regione anche ieri ha ribadito che "nessun incontro era stato predisposto con il movimento Forza d´Urto e con quello dei Forconi", così smentendo alcuni organi d´informazione.

E il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, che ha denunciato la presenza di mafiosi tra le fila della protesta che ha paralizzato per oltre cinque giorni l´Isola, torna a reagire alle accuse rabbiose che dal movimento gli sono piovute addosso da più parti. A quella parte dei "Forconi" che gli ha dato del mafioso, risponde: «vergognatevi. Credo fosse impossibile non notare certe persone, ci sono chiare evidenze in tal senso, era mio dovere denunciarlo alla procura – aggiunge nel giorno in cui il ministro della Giustizia Paola Severino lo indica come esempio di ribellione alla violenza mafiosa – ed è quello che ho fatto». Rimprovera a certa politica «di avere cavalcato la protesta, invece è importante dare risposte vere in direzione dello sviluppo».

La presa di posizione del presidente Giombarresi

Due settimane per morire, altrettante ce ne vorranno per rinascere. Due settimane da raccontare. Sono le analisi e le stime della perdita fatte da un esperto come Filippo Giombarresi, presidente dei concessionari ortofrutticoli di uno dei più grossi mercati del Sud, quello di Vittoria. Al primo giorno di lenta ripresa commerciale si cominciano a contare i danni della catastrofe. Che macerie ha lasciato la paralisi sulle strade prima siciliane e poi nazionali? «Per il solo mercato di Vittoria- dice Giombarresi- qualcosa come 20 milioni di euro. Da quando è iniziato lo sciopero, oggi (ieri per chi legge, ndc) i 74 box di Fanello hanno ripreso a commercializzare prodotti al 100%. Centinaia di tir hanno ricominciato a caricare, forzando sicuramente quei focolai che ancora resistono in giro».

Partiranno, ma non è detto che arriveranno a destinazione. «Sì, perché la protesta continua- afferma Giombarresi- in Calabria, Puglia, Basilicata, Lazio, Toscana, Piemonte, Genova e Sardegna. Anziché bloccare le autostrade, i manifestanti adesso bloccano le strade statali».

Chi ci ha rimesso, ci si chiede, in questa protesta che ha portato alla paralisi i settori vitali dell’economia? «Tutti quelli che lavorano- dice Giombarresi- I produttori, i commercianti, la distribuzione, i consumatori. Noi alla cifra detta poc’anzi, ci abbiamo rimesso anche i soldi per gli operai, impiegati, consulenti. Poi c’è il disagio che hanno patito i consumatori. I prezzi che sono balzati alle stelle».

Adesso ci si attende una risposta forte e positiva. «Bella domanda questa- riflette il presidente dei concessionari- Se questa perdita frutterà qualcosa, viva la protesta, ma se non si avranno le risposte che i manifestanti attendono sarà una beffa oltre al danno. Noi avevamo consigliato ai «Forconi» e a Richichi di inquadrare la manifestazione a livello nazionale. Non ci hanno ascoltato. C’è stata anche una cattiva organizzazione. Fare protesta in questo modo è stato autolesionismo allo stato puro. Mi dice perché? Perché si potevano bloccare le frontiere, i porti, non fare entrare i prodotti esteri; si potevano bloccare le vendite dei gratta e vinci, le lotterie, i monopoli di Stato. No, ci siamo dati martellate in testa noi stessi, per il gusto di farci male».

A pensarla come Giombarresi sono in molti. Fra i più contenti sicuramente i produttori dei paesi stranieri che hanno supplito la carenza italiana. Si dice che molte aziende hanno dovuto disdire contratti con l’estero. Si dice che molti prodotti stranieri sono finiti sulle nostre tavole. «Sicuro- conclude Giombarresi- gli stranieri ci hanno ringraziato dieci volte perché hanno venduto il loro cattivo prodotto a 3 euro. Una cosa del genere i francesi e i tedeschi non la farebbero mai. E poi, chi è stato l’interlocutore valido per trattare con il governo? Per tornare alla normalità ci vorranno altri 15 giorni di sofferenza. Ora dobbiamo riconquistare il mercato ripartendo da prezzi medio bassi prima di arrivare alla normalità».