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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 1138
VITTORIA - 13/01/2012
Attualità - Sempre più a rischio lavorare in prima linea all’ospedale di Vittoria

Pazienti "impazienti" picchiano infermieri

Dopo le aggressioni di fine dicembre, denuncia Franco Rizza (infermiere e sindacalista Ugl), «non è successo nulla e i casi di intolleranza si verificano. Siamo pronti ad azioni forti»
Foto CorrierediRagusa.it

Franco Rizza, segretario sindacale dell’Ugl all’ospedale di Vittoria medita di organizzare qualche azione sindacale forte. Nonostante il suo precedente appello per richiamare l’attenzione della direzione generale, ripreso dal sindaco Nicosia, il livello di insicurezza del presidio ospedaliero, in particolare al pronto soccorso, rimane altissimo. Perché nessuno è intervenuto. Al Pronto soccorso (foto) continuano i casi di insofferenza di pazienti e di parenti che scaricano la loro rabbia per le lunghe attese nei confronti di infermieri. Si passa subito alle vie di fatto, fare l’infermiere o il medico al pronto soccorso è diventata attività a rischio.

«Ci vuole un posto fisso di Polizia- dice Rizza- lavoriamo in continua emergenza e pericolo di aggressioni. La gente che aspetta non riconosce i codici rossi da quelli bianchi. Hanno tutti fretta e vogliono essere visitati subito. E se qualche infermiere cerca di intervenire per mettere ordine rischia di essere aggredito. E’ già successo e succederà ancora se nessuno interviene».

Dopo la sua denuncia il sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia ha scritto personalmente al direttore generale Gilotta, ma ancora non si sono visti segnali di miglioramento. «Auspico un suo autorevole intervento –aveva scritto Nicosia a Gilotta- per assicurare ai reparti dell’ospedale Guzzardi, segnalati nella nota sindacale, più unità di personale, medico e paramedico, in modo da garantire un migliore standard qualitativo per i pazienti e per quanti lavorano nel nosocomio». Se Rizza minaccia altre forme di protesta ancora più incisive è perché i casi di intolleranza aumentano e chi deve prendere decisioni non li prende.

La richiesta del posto fisso di polizia al «Guzzardi» è storia vecchia come l’ospedale. I pericoli esistevano quando non c’era l’ala nuova e quando il personale era di numero più congruo. Ma ancora nessuno interviene, fino a quando qualche sanitario non dovrà vestire i panni della vittima aggredita e finire ricoverato per lesioni nello stesso ospedale dove lavora. Nel mirino della protesta c’è sempre il Pronto soccorso di Comiso, che sulla carta risulta ancora aperto mentre i pazienti vengono dirottati d’urgenza a Vittoria. Da qui la denuncia di Rizza che si appella ai vertici dell’Asp, ma soprattutto a quei sanitari vittoriesi che occupano posti direzionali in piazza Igea affinché attenzionino meglio le problematiche dell’ospedale di Vittoria, nel bene e nel male, sempre al centro delle attenzioni e della cronache politiche e giornalistiche. Speriamo mai per fatti di cronaca nera.


13/01/2012 | 21.13.52
Nunzio Bertino


alla faccia del direttore del pronto soccorso di Vittoria che si vanta dell´efficienza del pronto soccorso sciorinando numeri che solo lui sa da dove vengonol La realtà ahimè...è sotto gli occhi di tutti: sovraffollamento, ritardi nel prestare soccorso agli utenti, disagi per gli operatori sanitari costretti a lavorare in condizioni di perenne disagio, a discapito della loro stessa lucidità che può procurare seri rischi alla salute di tutti i cittadini che ricorrono al pronto soccorso: E poi ha la faccia tosta di parlare di orticelli: sicuramente si riferisce al suo!