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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 782
VITTORIA - 24/09/2007
Attualità - Vittoria - Il deputato di An Incardona rilancia sul "matrimonio" tra Guzzardi e Regina Margherita

"Sì all´accorpamento dei due ospedali, ma non eliminate l´ostetricia di Comiso"

Non sono d’accordo Comisi e Terranova Foto Corrierediragusa.it

Accorpare i reparti ospedalieri si può, esclusa l’Ostetricia. Il deputato regionale di An Carmelo Incardona (nella foto) è contrario a unire le «culle» di Vittoria e Comiso. Ognuno nasca nella sua città. Il parlamentare di An è favorevole alla razionalizzazione dei due ospedali, ma contrario all’eliminazione dell’Ostetricia di Comiso, almeno per il momento, così come prevede il piano di riordino sanitario in materia di reparti Ostetricia.

Sotto le 800 nascite all’anno si rischia la chiusura. E Comiso non arriva neanche a 500 a fronte dei quasi mille di Vittoria. La seduta straordinaria del Consiglio comunale che il presidente D’Amato aveva convocato per ieri sera è stata rinviata a causa del lutto che ha colpito il consigliere Mario Mascolino. Sulla vicenda, però, si incrociano prese di posizioni piuttosto polemiche, che non risolverono i veri guai del Guzzardi e dell’altro ospedale di Comiso, giunto quasi in stato comatoso per l’assenza di personale.

Intervengono in 3: Fabrizio Comisi e Riccardo Terranova di Forza Italia, con posizioni diametralmente opposte sul modo di risolvere la crisi sanitaria, e il deputato regionale Carmelo Incardona. Riccardo Terranova, parla di "strabismo gestionale del direttore generale Fulvio Manno a discapito del versante sanitario ipparino". A difesa del manager interviene Fabrizio Comisi, consigliere forzista e referente del sindaco Nicosia per la sanità. "Non è delicato -dice Comisi rivolto a Terranova-che prima si spari sull’interlocutore e poi s’avvii il dialogo. Parlare di sanità implica un possesso di competenze, in tal caso non possedute, anche quando le azioni affrettare possono inficiare una lunga azione di ricerca di sinergie, di risorse, di condizioni, che possono condurre a una soluzione del problema nell’interesse unico dell’utenza".

Il deputato Incardona, invece, invita a superare i campanilismi e affrontare il
problema con moderazione "Bisogna razionalizzare la distribuzione dei reparti nel territorio, con l’unica eccezione della tutela dell’appartenenza della natalità. L’unica deroga, infatti, potrebbe essere quella della permanenza dei reparti di ostetricia poiché, anche se la normativa più recente consente di attribuire la nascita al comune di residenza, tale possibilità non è entrata del tutto nella mentalità della gente. Sarebbe auspicabile, per ora, una diffusa rete di servizi di ostetricia. Per il resto si deve procedere velocemente alla razionalizzazione senza però ridurre i posti letto".