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VITTORIA - 23/12/2011
Attualità - Al Centro studi «Angelo Campanella» di Vittoria

Immigrazione e legislazione sulla clandestinità

La psicologa Deborh Giombarresi e Marco Vitale hanno trattato il tema dal punto di vista della vulnerabilità psicologica dei clandestini
Foto CorrierediRagusa.it

Alla luce della propria posizione geografica, il territorio ibleo è, notoriamente, esposto ai consueti e incessanti fenomeni di immigrazione clandestina. Una realtà, dunque, grave e di particolare interesse, che è stata, recentemente, approfondita da due brillanti giovani vittoriesi, Deborah Giombarresi e Marco Vitale (foto), in un proficuo incontro tenutosi giorno 22 dicembre presso il Centro Studi «Angelo Campanella». Questo importante circolo culturale nell´ultimo decennio si è, indiscutibilmente, imposto a Vittoria come un centro di sviluppo di svariate tematiche di scottante attualità.

Dinnanzi ad una folta platea di interessati spettatori, la psicologa Deborah Giombarresi ha, sapientemente, illustrato la tematica della vulnerabilità psicologica dei clandestini. In merito, la ragazza ha tratto spunto da un importante rapporto internazionale, conosciuto come «Progetto Dafne», per evidenziare l´imprescindibile utilità che l´assistenza può rivestire nel riscattare queste persone disagiate dalla loro infima condizione sociale e psicologica.

Nella seconda parte dell’incontro, invece, l’aspirante avvocato Marco Vitale ha focalizzato l´attenzione sugli aspetti più intrinsecamente giuridici connessi al fenomeno dell´immigrazione. Traendo ispirazione da una delicata controversia tra immigrate nigeriane conclusasi con la condanna in appello di una delle imputate per il reato di riduzione in schiavitù ex articolo 600 codice penale, il giovane vittoriese ha sottolineato il carattere a sua detta «caotico e simbolico» dell´attuale legislazione emergenziale. Una normativa, come ha sostenuto Vitale, frutto dei ricorrenti «pacchetti sicurezza», che negli ultimi avrebbero tessuto una disciplina sull´immigrazione, evidentemente, lacunosa e disarticolata.
Questa problematica si rifletterebbe sull´esercizio della professione legale, poiché gli avvocati, che si occupano della difesa dei diritti umani, devono confrontarsi giornalmente con la «disorganicità della nostra legislazione».