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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:30 - Lettori online 746
VITTORIA - 17/12/2011
Attualità - Dopo 8 anni di guida, cambio di guardia alla confraternita

Congregazione S. Crocifisso, Campo succede a Ingrao

Tra le opere durante la presidenza Ingrao, il restauro del «tempio dei crucifissari»
Foto CorrierediRagusa.it

Cambio di guardia alla Congregazione del Santissimo Crocifisso. Vittorio Campo succede a Emanuele Ingrao che da otto anni guida la confraternita con zelo, spirito cristiano e totale dedizione.
Da quando nel 2004 è stato approvato il nuovo statuto, ogni prefetto superiore o presidente, non può restare in carica per più di quattro mandati ciascuno dei quali è composto da due anni. Per quattro volte consecutive Emanuele Ingrao è stato rieletto e in tutti questo tempo la Congregazione del Santissimo Crocifisso è rinata parecchio. E’ cresciuta nel suo percorso spirituale interno grazie alla funzione del maestro dei novizi, ruolo ricoperto dal diacono permanente Giovanni Corbino e agli incontri con il Padre spirituale don Vittorio Pirillo, arciprete parroco della Basilica vittoriese nonché assistente della Congregazione.

Ma la crescita della confraternita si è avuta anche verso l’esterno, in quanto la congregazione ha partecipato negli ultimi otto anni ai raduni confraternali nazionali da Catania a Lanciano e a Roma dove ha incontrato il Santo Padre Benedetto XVI nel 2007.

Negli anni la congregazione dei «Crucifissari» ha lasciato il segno anche attraverso la sua impronta sociale. Dalla beneficenza natalizia e pasquale nei confronti delle famiglie più povere della parrocchia alle opere di restauro effettuate. Sono stati riportati agli antichi splendori il preziosissimo labaro settecentesco intessuto con fili d’oro e d’argento in collaborazione con il Rotary di Vittoria; è stato intitolato al Santissimo Crocifisso un vicolo proprio nei pressi dell’attuale sede di via Cavour, e per finire ha portato a termine il restauro architettonico del tempietto di Piazza sei martiri.

Questa è l’ultima opera benefica che segna la conclusione della presidenza Ingrao e l’inizio del mandato di Vittorio Campo che in tutti questi anni ha ricoperto la carica di primo assistente servendo al Confraternita con lo stesso stile e idea di conservazione. Salvo è dunque il motto dell’amministrazione Ingrao: «Innovazione ma anche salvaguardia delle tradizioni».

Diciamo che il «tempio dei crucifissari» (foto) che ultimamente versava in uno stato di incuria, non tutti lo conoscono fino in fondo. Molti non sanno che all’interno c’è una vera e propria cappella con l’altare e con un soffitto dipinto più volte nel tempo. E pare che da ultimi sondaggi l’attuale affresco ne nasconda uno precedente più antico.

Il restauro è stato effettuato grazie alla mano dell’ingegnere Salvatore Ingrao, fratello dell’ex prefetto superiore, che con maestria e cognizione ha riportato ad uno stato primigenio la bellezza della struttura. Per il colore della pietra, per la bellezza delle lunette semicircolari e per la maestosità classicheggiante del colonnato.

Ci dice il neo prefetto superiore Vittorio Campo, che il tempietto si presenta «a pianta circolare, con due corpi laterali giustapposti di stile neoclassico, che alla base ospita una cappella adorna di alcuni affreschi. Sulle pareti esterne si trovano cinque lunette che racchiudono delle scene della crocefissione in ceramica, sormontate da altrettanti fregi; cominciando da quello sulla porta d’ingresso della cappella che rappresenta un gallo, procedendo in senso antiorario, i fregi soprastanti le lunette sono: un paniere con i tre chiodi della crocefissione, i due flagelli incrociati, il contenitore dell’aceto con cui fu dissetato Gesù Cristo. Al piano superiore abbiamo una serie di otto colonne che reggono una trabeazione circolare, chiusa da una cupoletta sotto la quale si trovano 3 grandi croci di ferro».