Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 1141
VITTORIA - 10/12/2011
Attualità - Pescatori sull’orlo del collasso economico

Pesce venduto sottocosto e marineria in crisi a Scoglitti

Polipi, mezze triglie, merluzzo e gambero, due cassette a 15 euro. Gasolio alle stelle e porto insabbiato: la marineria reclama lo stato di calamità naturale
Foto CorrierediRagusa.it

Al mercato del pesce con pochi euro ti porti a casa cassette di polipi, mezze triglie, gamberi e merluzzi. C’è un altro comparto che sgorga lacrime e sangue copiosamente: la marineria di Scoglitti. «E’ un momentaccio anche per noi –dice Nino Nicosia, ex consigliere comunale di An, oggi in fase disintossicante dalla politica- i ricavi giornalieri non coprono le spese. L’offerta supera la domanda e il prezzo del pesce è a terra. Abbiamo chiesto all’ex assessore Salvatore Avola di trovare un punto vendita a Vittoria in modo da smaltire il pesce che rimane invenduto al mercato ittico di Scoglitti, ha detto che si sarebbe interessato, stiamo aspettando risposta».

Anche la pesca spera in una sorta di «mercato contadino» che possa richiamare l’attenzione della massa dei consumatori. Qual è la mercuriale attualmente? «La più bassa di stagione- conferma Nicosia- 3 kg di polipi 10 euro, la mezza triglia una cassetta da 5 kg 10 euro e se va male 2 a 15 euro. Stesa cosa per il merluzzo e il gambero». Questi i prezzi all’incanto, ma nelle pescherie questo pesce citato non si vende meno di 10 o 15 euro al chilogrammo, la stessa sorte del pomodorino regalato dal produttore e rivenduto a 2 euro al supermercato. «Proprio la stessa cosa- ammette Nino Nicosia- i rivenditori di pesce non vogliono abbassare il prezzo per non abituare il cliente, dicono». E hanno ragione, perché il gabbato deve essere solo e sempre il consumatore finale.

Se tutto ciò si fermasse solo al prezzo del pesce, il danno sarebbe minimo. A questo bisogna aggiungere il costo del carburante per portare al largo i pescherecci. «Compriamo il gasolio a 80 centesimi (senza accise), è carissimo, perché a seconda della potenza del motore, un’uscita costa da 300 a 600 euro al giorno Si aggiunga che dal primo gennaio 2012 i costi previdenziali per gli imbarcati sono aumentati da mille a 2 mila euro, quanto dovremmo vendere il pescato per coprire le spese, considerato che ci sono anche i giorni di maltempo obbligati a restare fermi?».

E’ un rosario di lamenti, quello di Nino Nicosia, in verità non abituato a piangersi addosso, ma ad affrontare la tempesta da vero marinaio. «Chiediamo alla Regione che dichiari anche per quest’anno lo stato di calamità naturale, che dia sostegno alla categoria dei marittimi in enorme difficoltà».

Non è ancora finita. Il porto di Scoglitti combatte con il solito e atavico problema, quello dell’insabbiamento. «La notte è problema uscire dal proto- conclude Nicosia- con 6 centimetri di bassa marea. Per galleggiare bene servirebbe una profondità di 3 metri, invece siamo a 2,50. Aspettiamo l’escavazione dei fondali. Quando verrà il catamarano? E dove lo metteranno se non ci sono i servizi primari?». Già, quando verrà e dove lo metteranno? «Questa è una domanda che deve fare al sindaco Giuseppe Nicosia».