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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 420
VITTORIA - 08/12/2011
Attualità - Il primo paziente, un lentinese di 78 anni: 3 giorni di ricovero e a casa

Cardiologia d’eccellenza a Vittoria con ablazioni cuore

Già eseguiti tre casi: il «Guzzardi», unico ospedale in provincia dove si pratica la rimozione di focolai. Il primario Lettica e il dott. Lumera infilano una sonda all’inguine e rimuovono ciò che dà origine ai disturbi dei ritmi cardiaci
Foto CorrierediRagusa.it

L’ablazione transcatetere a Vittoria la fanno ma non lo dicono. Per modestia e riservatezza, o forse per non provocare invidie e gelosie (neanche il settore sanitario è immune da due queste patologie), che potrebbero dare fastidio a colleghi di altri nosocomi. Sbagliato, perché se ogni tanto esaltiamo cosa di buono riesce a fare la sanità locale, sebbene i tagli spregiudicati di assessori e manager che pretendono di pareggiare i bilanci sulla pelle della gente, non fa male! E se il medico non sa di conversare con un giornalista parla come un libro aperto. E dice che a Vittoria, reparto di Cardiologia, diretto dal primario Giulio Vladimiro Lettica, il dottor Sebastiano Lumera infila sonde nell’inguine del paziente con estrema facilità e successo. Per andare a rimuovere, tramite la caterizzazione (termo-ablazione) il focolaio di tessuto in cui ha origine il disturbo del ritmo cardiaco, che si pratica mediante un catetere e corrente ad alta frequenza.

Non è un intervento di routine come dare punti di sutura, a praticare un’ablazione del genere ci si arriva dopo un corso di specializzazione di alto livello che dura più di un anno. Ebbene, il reparto di Cardiologia di Vittoria, unico in Provincia, ha già effettuato 3 interventi del genere. Il primo paziente-cavia è stato un lentinese di 78 anni. Si è ricoverato con la speranza di migliorare la qualità della vita che gli rimane: il primo giorno ha fatto i soliti esami del sangue e cardiaci, il secondo giorno gli hanno praticato l’ablazione, il terzo s’è rimesso i pantaloni ed è uscito dall’ospedale con le sue gambe. Con l’intervento ha rimesso il cuore a posto, ha sospeso per sempre i farmaci che prima assumeva, con tutti gli effetti collaterali che ne derivavano, potrà condurre una vita più serena e senza aspettarsi che da un momento all’altro un eccessivo innalzamento dei battiti lo mandi all’al di là prima di raccomandare l’anima a Dio.

Il reparto di Cardiologia si vanta di essere uno dei fiori all’occhiello della sanità ipparina. Ma non perché lo dice il primario Vladimiro Lettica, anzi, lui dai microfoni o tacchini ci tiene alla larga. Grazie alla professionalità acquisita dall’équipe cardiologica: Mario Rasi, Sebastiano Lumera, Sebastiano Russo, Silvana Blandizzi, Adrina Melfi, Giuseppe Coco, Francesca Incao, Euclena Puzzanghera e Mariangela Lodato. Su questa dottoressa pende la spada di Damocle del mancato rinnovo del contratto. Perché? I tagli della crisi possono consentire missioni del personale che si potrebbero evitare, ma non il rinnovo di un contratto di lavoro. Per cui l’organico della Cardiologia è formato da 9 medici (meno uno) e quello infermieristico di 16 unità, caposala Biagio Burrometo.

L’effetto «lacrime e sangue» che ha fatto piangere pure la ministra Elisa Fornero, non consentirà certamente di fare arrivare a Vittoria un nuovo e sofisticato apparecchio per la Cardiologia che è stato chiesto da circa un anno e che consentirebbe di navigare ed esplorare il cuore ancora meglio anche nei posti irraggiungibili. Un anno d’attesa, non arriverà. Pazienza, la Cardiologia di Vittoria continuerà a praticare ablazioni e a salvare vite umane, laddove mezzi e serenità del lavoro lo consentiranno. Ai miracoli del cielo, lo sappiamo, la scienza non crede; per cui accontentiamoci di quel che farà la mano dell’uomo guidata dall’intelligenza e dalla professionalità acquisita in corsia e nelle sale operatorie.


Nella foto sopra da sinistra il dott. Mario Rasi e il primario dott. Vladimiro Lettica


11/12/2011 | 1.34.22
stega

emodinamica!emodinamica!emodinamica!emodinamica!
egreggio dott la lota chieda a quel lungo elenco di medici se, l´emodinamica salverebbe la vita,e se 16 infermieri sono il numero esatto x quel tipo di reparto? grazie