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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:00 - Lettori online 1347
VITTORIA - 03/12/2011
Attualità - Vittoria, intitolata strada al magistrato vittima di strage mafiosa

Temi caldi al convegno su Chinnici. E Lumia sul mercato: «Punire i commissionari illegali»

Dalle stragi mafiose al maxi processo, interessante iniziativa dell’amministrazione comunale con la presenza di Caterina Chinnici e il procuratore Carmelo Petralia
Foto CorrierediRagusa.it

Giornata antimafia di grande intensità a Vittoria. Il ricordo di un grande magistrato come Rocco Chinnici, vittima della prima strage mafiosa avvenuta il 29 luglio del 1983 a Palermo, e un convegno sul tema: «Legalità, trasparenza e contrasto alla mafia: il ruolo dei comuni nella definizione di regole virtuose». Sono pertinenti le parole del senatore Beppe Lumia a proposito delle regole sulla trasparenza riscritte dall’assessore Piero Gurrieri e dal sindaco Giuseppe Nicosia, che si intendono attuare nell’assegnazione dei box al mercato ortofrutticolo. E che molti altri comuni hanno già mutuato.

Lumia, mano pesante contro chi non rispetta le regole al mercato
«Al mercato bisogna intervenire subito- ha tuonato Lumia- dare manforte ai commissionari buoni e virtuosi, isolare e colpire con mano pesante quella parte che dentro la struttura agisce contro la legalità e si prende gioco dei soggetti più deboli». E inoltre, ha detto ancora il senatore, «occorre un coordinamento che raccolga dati relativi a tutti i passaggi di proprietà e trasferimenti che avvengono sul territorio al fine di intercettare tentativi di riciclaggio».

Musica per le orecchie del prefetto Giovanna Cagliostro, del questore Filippo Barboso e del colonnello della Finanza Francesco Fallica, con i quali Lumia si è intrattenuto dopo il convengo per sollecitare il coordinamento sinergico fra le istituzioni e le amministrazioni locali al fine di favorire rispetto delle regole. Sinergia che il prefetto Cagliostro ha ben sottolineato durante il suo intervento, ricordando l’ultima operazione congiunta delle forze dell’ordine che ha portato al sequestro di un ingente patrimonio di beni di lusso pari a 5 milioni di euro.

Prima del convegno è stata intitolata una strada a Rocco Chinnici
Si è svolto tutto in un giorno a Vittoria: di mattina con l’intitolazione della strada nei pressi del Ldl, una zona dove pulsa la vitalità artigianale e imprenditoriale (un messaggio i mafiosi in cerca di pizzo); di sera a teatro, con ospiti e relatori d’eccezione come: il senatore Beppe Lumia, già presidente della Commissione nazionale Antimafia, Carmelo Petralia, procuratore capo della Repubblica di Ragusa. Padroni di casa, il sindaco Giuseppe Nicosia e l’assessore alla Trasparenza Piero Gurrieri, uno che ha lavorato senza sosta per pensare e scrivere regole in favore della legalità. In prima fila, il prefetto Giovanna Cagliostro, il questore Filippo Barboso, il comandante della Guardia di Finanza Francesco Fallica, il tenente dell’Arma Francesco Soricelli, il comandante della Polstrada Gaetano Di Mauro, il comandante della Polizia municipale Cosimo Costa.

Intervento amarcord del procuratore Petralia, prima del maxi processo del ’92 c’erano tanti morti ma nessun killer e mandanti
Il contenuto del convegno ha trovato il consenso totale da parte dell’assessore Caterina Chinnici e del procuratore Petralia, quest’ultimo protagonista di un appassionato amarcord sulla storia mafiosa in Sicilia e sul ruolo di Chinnici, morto quando l’attuale procuratore di Ragusa era un giovane pretore a Lentini. Erano i tempi quando i morti ammazzati si contavano a centinaia per le strade. Morivano da soli, perché per la giustizia di allora non si individuavano killer e mandante. «Fino al maxi processo del settembre ’92- ha ricordato Petralia- che mandò all’ergastolo in primo grado e in Appello mandanti e assassini. Erano i frutti del lavoro del giudice istruttore Rocco Chinnici e dei pool antimafia che nascevano. Perché la mafia, come ci ha insegnato Giovanni Falcone, è un fenomeno umano: nasce, cresce e muore. Quindi si può debellare».

Per la figlia del magistrato assassinato,»serve rotazione dei dipendenti e l’obbligo di riferire al dirigente eventuali coinvolgimenti in reati particolari
L’assessore Caterina Chinnici ha respirato l’aria della magistratura dalla nascita. Ha ricordato quando le diceva che per evitare le orecchie delle talpe dentro il palazzo di Giustizia era costretto a parlare nell’ascensore con l’altro magistrato ammazzato dalla mafia Gaetano Costa. L’assessore ha poi evidenziato la bontà della sua legge regionale 5/2011 ed ha annunciato nuove regole che permettano la rotazione dei pubblici dipendenti regionali, l’obbligo del dipendente di riferire al dirigente l’eventuale eventuale coinvolgimento in reati particolari incompatibili con il ruolo che svolgono.

Nella foto in alto, da sinistra il sindaco Nicosia, l´assessore Caterina Chinici e il senatore Lumia