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VITTORIA - 27/11/2011
Attualità - Un altro balzello assedia l’economia locale

Cartelle di pagamento da 100 a 11 mila euro per la pubblicità, la Cna accusa Inpa e Comune

Il sindacato degli artigiani evidenzia errori d’accertamento e chiede concertazione prima di chiedere soldi alle imprese
Foto CorrierediRagusa.it

Da 100 a 11 mila euro, a discrezione dell’Inpa Spa, la concessionaria del Comune di Vittoria per il servizio Imposta Comunale sulla Pubblicità (Icp). La società sta notificando alle numerose imprese locali avvisi di accertamento con relative sanzioni. Gli importi richiesti vanno dalle poche centinaia di euro fino alle decine di migliaia di euro (ad una ditta locale è stata notificata una cartella con un importo che supera gli 11mila euro). E’ crisi, bisogna rastrellare soldi da tutte le parti, fino a mangiarci l’uno con l’altro come cannibali.

La Cna di Vittoria, cane da guardia delle ingiustizie sociali, tira le orecchie al Comune, che secondo la categoria avrebbe dato mandato in bianco alla società di riscossione. «Nel sito del Comune – spiega il presidente della Cna di Vittoria, Giuseppe Santocono – non siamo riusciti a trovare il regolamento che riguarda l’imposta in questione (poca trasparenza?). Sempre nel sito, però, abbiamo individuato una pagina in cui si chiarisce che «il servizio di calcolo e riscossione dell´imposta è affidato dal Comune di Vittoria all´Inpa S.p.A.».

Inoltre, nella stessa pagina, in apposite tabelle, sono indicate le tariffe per tipologia di pubblicità (ordinaria, luminosa e viaria), così come si dice che «sono esentate dal pagamento le insegne fino a cinque metri quadrati». Come mai, allora, abbiamo preso atto di cartelle in cui l´imposta riguarda insegne di 1,2 mq? Chi ha fatto i rilievi? Ma, soprattutto, come mai l´Amministrazione comunale non ha sentito l´esigenza di confrontarsi con le organizzazioni di categoria per quanto riguarda le tariffe, accettando in pieno le proposte dell´Inpa?».

Interrogativi che sono rivolti al sindaco Giuseppe Nicosia e alla sua Giunta. «L´Amministrazione comunale, al confronto e alla concertazione con le associazioni – aggiunge il responsabile organizzativo, Giorgio Stracquadanio (foto)– ci deve credere sempre e non a fase alternata. Non bastavano i disagi creati dalla crisi, le vessazioni della Serit e del fisco iniquo. A queste le imprese ora devono pure aggiungere l´imposta sulla pubblicità. E´ intenzione della Cna non lasciare sole le numerose attività che si sono viste notificare questo nuovo balzello. Possiamo già anticipare che organizzeremo a breve un’assemblea tra le ditte interessate e i rappresentanti dell’Amministrazione comunale per individuare percorsi che portino ad una soluzione indolore».