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VITTORIA - 09/11/2011
Attualità - Il primario di neurologia fa appello al senso civico ed all’intelligenza

Francesco Iemolo è sicuro del fatto suo: "il pensionato Biagio Savarese è morto per complicanze"

"La morte non può e non deve essere strumentalizzato a proprie idee pregiudizialmente preconcette"
Foto CorrierediRagusa.it

Per quali cause è morto il pensionato Biagio Savarese? Per i ritardi dei soccorsi o per le gravi ferite riportate nell´incidente? Il prof. Francesco Iemolo, primario di Neurologia che ha trattato il caso al "Guzzardi", fa un appello al «senso civico e all´intelligenza».

«Il destino di un uomo – scrive intervenendo sul decesso e sul presunto depotenziamento del pronto soccorso di Comiso – che incontra casualmente la morte non può e non deve essere strumentalizzato a proprie idee pregiudizialmente preconcette. Il signor Savarese, come facilmente l´autorità giudiziaria appurerà, è deceduto per le complicanze inevitabili di una grave emorragia subaracnoidea traumatica non suscettibile di intervento per la sede e l´estensione e non per la tempestività o meno dell´intervento. La tempestività è stata quella giusta!».

Il primario di Neurologia non ha dubbi. Se Biagio Savarese fosse stato condotto nel pronto soccorso di Comiso non si sarebbe salvato lo stesso. E neanche il fattore tempo avrebbe potuto cambiarne il destino. «Se fosse stato condotto al pronto soccorso di Comiso – continua Iemolo – la diagnosi non sarebbe stata più tempestiva».

Questa la diagnosi del primario sul decesso del pensionato. Resta in piedi il dibattito sull´accorpamento dei reparti doppioni, che a parole tutti vogliono, ma nei fatti nessuno decide. Anche in questo caso Iemolo si schiera dalla parte del manager Gilotta. «La decisione di accorpare i reparti non è sbagliata. Il piano di rientro è il minimo che si possa attuare con grande coraggio. Il direttore generale ubbidisce alle disposizioni di legge, per non perdere altro tempo sulla pelle dei cittadini».

Rivolto alla politica, Iemolo afferma: «Credo che la politica dovrebbe fare un passo indietro ed assumere il coraggio di scelte, che possano far temere, secondo me ingiustificatamente, un un ridimensionamento elettorale».