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VITTORIA - 21/10/2011
Attualità - Buone notizie sul fronte sull’imponente struttura ipparina

Firmato il progetto dell’opera, l’Autoporto di Vittoria si farà

Comune e società «Autoporto Scarl» hanno messo nero su bianco. A novembre la posa della prima pietra

Dopo anni di lavoro e di incertezze, di paure per la perdita dei finanziamenti e di certezze per averli ritrovati, finalmente si avvicina l´ora della la posa della prima pietra dell´autoporto di contrada Crivello.
La Cna di Vittoria, che di questa imponente struttura ancora sulla carta è stata il cane da guardia della classe politica e della burocrazia, potrà tirare un sospiro di sollievo. Ieri mattina, negli uffici del settore Lavori pubblici del Comune di Vittoria, è stato firmato il progetto tecnico dell´opera, cui seguirà a giorni l´approvazione amministrativa da parte della giunta municipale.

Il documento è stato siglato dal rup del Comune, l´ingegnere Angelo Piccione, e dal responsabile della Tecno Engineering srl, Carlo Criscuolo, alla presenza dell´assessore ai Lavori pubblici, Salvatore Garofalo, dell´ex assessore Salvatore Avola, e dei titolari della società "Autoporto Vittoria Scarl". Della vastità e dell´utilità dell´autoporto, la cui progettazione parte da lontano e porta anche lo zampino di ex parlamentari e amministratori regionali del calibro di Giuseppe Drago e di Gianni Battaglia, il vice sindaco Salvatore Garofalo ne parla con toni entusiastici.

«Con la firma del progetto – ha dichiarato proprio Garofalo – si apre la strada all´avvio dei lavori, e verosimilmente intorno alla metà di novembre potremo mettere in posa la prima pietra dell´autoporto. Voglio ricordare che si tratta di un´opera strategica per il territorio, per la quale il Comune ha ottenuto un finanziamento di quattordici milioni di euro. Nell´area di contrada Crivello verranno realizzate opere di sistemazione viaria, opere irrigue, idriche e fognarie, saranno costruiti container all´aperto, capannoni per la conservazione delle merci in frigo e a temperatura ambiente, autofficine, officine di gommisti e un grande centro direzionale per gli uffici».

La struttura dovrebbe nascere a un tiro di schioppo, geograficamente parlando, dell´aeroporto Vincenzo Magliocco. Già solo questo fa pensare quale rivoluzione accadrebbe nel territorio ibleo, in termini di sviluppo, occupazione e servizi, se questi due progetti dovessero vedere la luce a distanza di qualche anno fra loro. Non sarà facile, perché dall´entusiasmo di Garofalo altre buche si dovranno evitare sul percorso accidentato, ma sperare nella buona volontà della classe politica è lecito, perché la speranza, come dice il proverbio, è l´ultima a morire.