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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 1126
VITTORIA - 25/09/2011
Attualità - I giovani comunisti puntano l’indice contro le istituzioni «sorde»

Il calvario degli studenti: studiare è un lusso, non diritto

Davide Guastella: «Dal comune niente soldi in anticipo per sostenere le spese di viaggio verso gli atenei. La Prefettura non ci riceve e la Sais vessa i pendolari»
Foto CorrierediRagusa.it

Il diritto allo studio? Solo sulla Carta Costituzionale. Nei fatti viene calpestato durante il trasporto degli studenti dal comune di residenza alla città dov´è ubicata l´università o la scuola superiore. E anche se ci si rivolge al prefetto non si ottengono i risultati sperati! Parola di Davide Guastella (nella foto al centro tra Cannella e Fiorellini).

«Il calvario di chi ha un figlio che frequenta una scuola superiore fuori dal territorio comunale – afferma Davide Guastella, rappresentante dei giovani comunisti e della Federazione della sinistra – è indescrivibile. Oltre ai problemi di elementare sicurezza sugli autobus, per i quali abbiamo incontrato più volte il prefetto, purtroppo senza ottenere nulla; oltre agli atteggiamenti vessatori della ditta Sais, che in diverse circostanze lascia a piedi i ragazzi, dicendo di non aver ricevuto le somme spettanti, si aggiunge ora una decisione del Comune che ha dell´incredibile».

A quanto pare quest´anno c´è una grossa novità. «Il Comune – continua Guastella – ogni anno rilascia i buoni per i bus scolastici ai pendolari. Le spese sono coperte dal comune che dovrebbe (il condizionale è d´obbligo) avere il compito di garantire il diritto allo studio. Da quest´anno viene negato per una scelta unilaterale del comune, il quale ha richiesto ai genitori, a seconda del reddito Isee, di accollarsi o anticipare le somme dei biglietti degli autobus. Le famiglie più sfortunate dovranno accollarsi per intero somme non indifferenti per mantenere gli studi dei figli. I "fortunati" che invece dovranno "solo" anticipare le somme, rivedranno questi soldi (forse) fra quattro-cinque anni, tempi necessari alla Regione per i trasferimenti regionali in materia di diritto allo studio».

Da qui l´esigenza di chiedere con urgenza un incontro all´assessore competente per affrontare questa nuova emergenza. Da tenere in debita considerazione, il fatto che da quest´anno con la chiusura dei corsi universitari già avviati a Ragusa, molti studenti sono stati costretti ad affittare casa nel capoluogo etneo oppure a Enna e sostenere notevoli spese per il trasporto presso la sede universitaria.