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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 768
VITTORIA - 22/01/2008
Attualità - Vittoria - Discutibile polemica tra Terranova e Nicosia

Quel Che Guevara s´ha
da togliere dalla piazza

Roba da Peppone e Don Camillo Foto Corrierediragusa.it

Non avendo di meglio da fare ci occupiamo di Che Guevara. Ecco l´ultima polemica sollevata da Riccardo Terranova contro il sindaco Giuseppe Nicosia. "Sindaco, le chiedo cortesemente di rimuovere l’immagine di Che Guevara da piazza Berlinguer. ? un simbolo dell’ideologia comunista ed è diseducativo per la città e le nuove generazioni. Sembriamo di vivere in un paese sudamericano".

La richiesta è di Riccardo Terranova, capogruppo consiliare di Forza Italia. "Non c’è nessuna ragione per farlo- risponde il sindaco Giuseppe Nicosia- il Che è una figura storica, è una vittima del potere autoritario, un personaggio amato da milioni di persone di diverse generazioni. Non capisco questo risveglio tardivo di Forza Italia considerato che il pannello è fisso sul muro da oltre 10 anni e che Terranova da almeno altrettanti fa il consigliere. Che Guevara è lì e nessuno lo toglierà. Abbiamo anche altri murales come quello di Falcone e Borsellino, non ci sogniamo affatto di toglierli".

Se non avessimo altre cose più serie e più importanti a cui pensare, come l’immondizia che ci sta sommergendo, le tasse o i soldi dello stipendio che non arrivano a fine mese, le strade che attendono d’essere riparate e un pezzo di mercato da ricostruire, la simpatica querelle sul Che sollevata da Riccardo Terranova e ripresa da Giuseppe Nicosia avrebbe un «Che» di ilare tirato fuori per attirare un po’ d’attenzione e spezzare la monotonia della politica.

Purtroppo non è così. Le gigantografie del «Che» e di altri simboli della pace, della guerra e della lotta alla mafia campeggiano sui brutti muri di Vittoria da diversi anni. Forse, se potessero parlare sarebbero proprio loro a dire toglieteci, perché queste pareti non ci meritano. E allora teniamoceli, perché ogni cittadino li possa ricordare, venerare o criticare secondo la propria personalità e cultura.