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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 767
VITTORIA - 20/01/2008
Attualità - Vittoria - Le polemiche sulla gestione della Onlus

Pro Loco: il direttore del teatro Lancia prende le distanze

"Io non sono complice di nessuna vergogna" Foto Corrierediragusa.it

«Che c’entra il mio nome con la Pro Loco?» E’ l’interrogativo che si pone Enrico Lancia (nella foto), direttore artistico del Teatro, dopo avere letto sul nostro sito il suo nome accostato ai fatti della Pro Loco di Vittoria. Il suo nome era stato scritto nella lettera degli «elettori pentiti» che avevano criticato la gestione della Pro Loco di Vittoria.

«Io non sono complice di nessuna vergogna- afferma Lancia- queste affermazioni rasentano l’assurdo! Tengo a precisare che il mio incarico non ha nulla a che fare con i rapporti istituzionali tra il Comune di Vittoria e la Pro Loco. Io sono stato incaricato dal sindaco per collaborare con lui e con l’Assessore ai Beni Culturali per l’organizzazione delle attività artistiche e non gestionali.

Non vedo quali responsabilità possa avere io in queste presunte irregolarità. Ci sono Uffici preposti abilitati e autorizzati a controllare la qualità dei servizi resi. Non sta a me giudicare o controllare, che fra l’altro non ho alcun ruolo o compartecipazione di alcun tipo con la Pro Loco».

Mi auguro che queste difficoltà che sta attraversando la Pro Loco possano essere risolte nel più breve tempo possibile e che il loro lavoro possa svolgersi in tutta serenità, nell’interesse della Città e dei siti per i quali svolgono il loro servizio».


LE ORIGINI DELLA POLEMICA

Botta e risposta al vetriolo fra Luigi Marchi, consigliere comunale di Idv e marito della presidente della Pro Loco Maria Francesca Genovese, e i «corvi» che hanno diffuso un comunicato stampa anonimo per denunciare la gestione dell’associazione onlus.

Un comunicato anonimo denuncia: "C’è la moglie del consigliere comunale di minoranza, quella del consulente del sindaco, quella di un avvocato che in passato ha svolto un incarico di dirigente di partito, c’è anche la figlia di un dirigente della burocrazia di palazzo Iacono e altro ancora?nella gestione della Pro Loco di Vittoria". Firmato, «un gruppo di elettori pentiti».

"Pentiti di che cosa"? si chiede Luigi Marchi, marito della presidente Genovese. "Io non sono Mastella e mia moglie non è Sandra Lonardo- rincara il consigliere di Idv- Siamo abituati a leggere denunce di questo tipo scritte da gente che non ha il coraggio di firmarsi. I giovani di Rifondazione comunista hanno inviato un documento riguardo alla Pro Loco, l’altro comunicato stampa non l’ho visto, ma immagino".

Nel documento che circola per la città e che si trova sui tavoli delle redazioni dei giornali, si scrive che "il Comune ha dato 70 mila euro alla Pro Loco per gestire il teatro comunale e i musei. Una vergogna che ancora dev’essere svelata. Lo sa il sindaco che La Pro Loco ha assunto persone al di sotto di ogni sospetto? E’ una gestione politica di Marchi. Queste persone che competenze hanno? Parlano la lingua straniera? Hanno competenze di teatro e di musei? Hanno seguito corsi specifici di formazione"?

Luigi Marchi risponde che le persone scelte hanno già avuto esperienze di lavoro in questo campo. "Qualcuna ha già prestato servizio in estate, una non pagata ha fatto uno stage, un’altra ha gestito un albergo a Scoglitti. Hanno i requisiti". La delibera citata nel documento riguarda il finanziamento di 70 mila euro dati dal Comune per sostenere l’attività della Pro Loco.

"Soldi spesi per pagare stipendi senza lavorare-scrivono gli autori del documento- Solo per motivi politici e senza il controllo delle autorità. E il sindaco, e l’assessore Monello e il consulente Lancia stanno a guardare. Complici di questa vergogna".

Ce n’è abbastanza per scatenare la reazione di Luigi Marchi. "Intanto i soldi non sono 70 mila euro ma 61, ovvero l’80 per cento della delibera, e le persone che hanno avuto l’incarico percepiscono molto meno di un Vat. Sono tutti volontari che ricevono semplici rimborsi spese, non più di 400 euro al mese, e lavorano anche il sabato e la domenica. Io non vorrei discutere con questi anonimi. Perché quando citano le persone con nomi e cognomi, sarebbe bene che avessero il coraggio di firmarsi. Quando si firmeranno possiamo riparlarne".

E poiché le accuse sono ben circostanziate, Luigi Marchi non si sottrae al confronto. "Si presentino, vengano a vedere gli atti, 61 mila euro per un anno per la gestione di Serra San Bartolo, 24 ore su 24, il teatro e il faro di Scoglitti. Se sono capaci di trovare loro una soluzione più economica bene, si chiamino pure «pentiti», altrimenti si definiscano degli «infami». Tutte le Pro Loco sono gestite allo stesso modo. La Regione siciliana mi sta mandando una nota per complimentarsi del lavoro che è stato fatto a Vittoria".