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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:08 - Lettori online 1166
VITTORIA - 26/06/2011
Attualità - Istituzioni politiche e produttori marciano insieme contro i governi nazionali e europei

"Via crucis" agricoltura a Vittoria: ridurre passività e costi produzione

In prima fila l’assessore regionale Elio D’Antrassi con le Provincia di Ragusa e Siracusa e tutti comuni della fascia trasformata. Presente anche Mazzarrone con il sindaco Vincenzo Giannone. Incardona: «La manifestazione andava fatto a livello nazionale ed europeo»
Foto CorrierediRagusa.it

La protesta parte dal mercato ortofrutticolo di Vittoria ma la destinazione è il governo nazionale e la Comunità europea. I soldi stanziati per i danni provocati dal batterio killer sono pochi per la disperazione dei produttori agricoli, piccoli, medi e grandi. L’emblema della manifestazione è sulla croce dell’artista della farfalla vittoriese Macca: il pomodoro in croce sfila fra camion, trattori e istituzioni politiche.

Il corteo si muove da piazza Italia diretto in piazza del Popolo. Politici, sindacalisti, agricoltori e mezzi agricoli al seguito. Un migliaio di persone, considerato il giorno di canicola e pre-festivo, non è poco. In testa i gonfaloni delle città che hanno aderito, Vittoria con il sindaco Giuseppe Nicosia, la Provincia con l’assessore Enzo Muriana, poi Ragusa con Mario Addario, Modica con Nino Frasca Caccia, Scicli con Giorgio Vindigni, Santa Croce Camerina con Giuseppe Pluchino, Mazzarrone con Vincenzo Giannone, Comiso con Rosario Schembari, Siracusa con Giovanni Mazzone, Acate con Giovanni Caruso.

Spicca la presenza dell’assessore regionale Elio D’Antrassi, quella delle organizzazioni sindacali di categoria Cia e Confagricoltura. Il Comitato promotore «Riprendiamoci il presente», l’Ascom-Confesercenti, i commissionari ortofrutticoli e tutta la sfilza di Organizzazioni di produttori: Agici, Uncoa, Abiomed, Arcobaleno, Ortoqualità, Medfrut. C’è il mondo agricolo al completo, quello che ha difficoltà ad entrare nelle banche per i prestiti e per pagare un costo di produzione ritenuto molto elevato. Come si vede, presenze eterogenee anche sotto l’aspetto della partecipazione politica. La deputazione regionale iblea è rappresentata dai deputati Pippo Digiacomo, Roberto Ammatura e Orazio Ragusa. C’è il segretario provinciale Pd Salvo Zago, Enzo Cilia del Sel. Presente anche la Sis e il Centro Seia, il presidente della Crias Rosario Alescio. Di fronte alla crisi la partecipazione è corale. Mancano le forze del centrodestra, per il deputato Carmelo Incardona questa manifestazione andava fatta a livello nazionale ed europeo non a Vittoria.

Da Marsala c’è Martino Morsello che si definisce «imprenditore fallito». Aveva un’azienda ittica con 120 dipendenti, ha dovuto chiudere per i costi elevati del gasolio e degli interessi praticati dalle banche del Sud. «Blocchiamo la situazione debitoria per un anno-dice- il decreto sviluppo approvato da poco alza di 8 punti percentuale i tassi di interessi. Così cadono tutti i processi contro le banche per i tassi usuranti».

L’Assessore D’Antrassi sembra abbia preso a cuore le sorti di Vittoria. E’ in prima fila nel corteo accanto a Nicosia e agli altri parlamentari. «Questo è un episodio eccezionale- afferma- non potevo mancare. Stiamo lavorando parecchio per l’agricoltura, anche con la Crias. Cercheremo dei finanziamenti per le passività onerose. Pensiamo a nuovi accessi al credito per chi non è in regola e non può ottenere il Durc». Giuseppe Nicosia ritiene «insufficienti gli indennizzi comunitari per i danni provocati dal batterio killer. Oggi abbiamo iniziato la vertenza per abbattere i costi di produzione».

Nella piattaforma rivendicativa ci sono 7 punti: Aumento degli aiuti economici della Comunità europea; moratoria per i debiti in essere e sospensione delle cartelle Serit e Inps; Procedure burocratiche snelle; Interventi del governo nazionale; garanzie per piccoli e i piccoli e medi produttori agricoli; risposta al batterio killer; costi di produzione pesanti; costi burocratici e contributivi opprimenti; redditi falcidiati dai prezzi; l’abbattimento dell’accisa sul gasolio agricolo, ecc.

Nella foto in alto, il corteo della protesta in via Cavour


protesta nazionale
26/06/2011 | 12.59.43
franco

si doveva protestare a livello nazionale....fare una manifestazione a vittoria non ha nessun senso....la solita facciata post-elettorale di qualcuno che si ricorda solo ora....dopo anni... che a vittoria si muore di fame grazie alla morte dell´agricoltura!