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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 949
VITTORIA - 18/03/2011
Attualità - Ragusa: il sacerdote evidenzia lo sfruttamento dei lavoratori

Don Sacco, prete coraggio che denuncia i "festini agricoli"

Mandò in galera un imprenditore che faceva «festini» a sfondo sessuale nelle serre e subì minacce di morte. «Capita che il datore di lavoro venga pagato dal lavoratore»
Foto CorrierediRagusa.it

«Non muoio neanche se mi ammazzano» scriveva Guareschi, il giornalista e scrittore che inventò Peppone e don Camillo. Don Beniamino Sacco (foto), prete di frontiera vittoriese che opera nel quartiere che ha dato i natali ai Nigito e ai Carbonaro, in quanto ad impegno contro il malcostume e lo sfruttamento di immigrati e lavoratori stranieri, non ha bisogno di presentazioni. Esorcizza chi lo vorrebbe morto con battute alla Guareschi. «Sono orgoglioso d’aver mandato in galera chi ha calpestato la dignità umana». E a quelli che gli mandano a dire in maniera tutt’altro che velata di «smetterla altrimenti lo ammazziamo», don Sacco rilancia: «Vado avanti».

A ogni uscita pubblica don Beniamino richiama l’attenzione dei media. L’ultima denuncia forte di padre Sacco, parroco della chiesa dello Spirito Santo di Vittoria, viene da Ragusa, in occasione delle iniziative collaterali per celebrare la festa di San Giuseppe promosse dalla parrocchia del Santissimo Salvatore. Il tema del convegno è: «L’unità nella diversità». Pane per i denti del prete di frontiera. Il riconoscimento della dignità dei deboli senza alcun tipo di sfruttamento.

La denuncia del prete è forte. «In alcuni territori della nostra provincia- dice- dove maggiore è la presenza di immigrati impiegati nelle colture intensive – ha denunciato – sta prendendo piede sempre di più la moda di quelli che io chiamo i «festini agricoli». L’imprenditore fa lavorare l’immigrato, o meglio le immigrate, ma in cambio chiede attenzioni particolari, prestazioni a sfondo sessuale. Per sé e anche per gli amici».

Oltre a lavorare sotto serra, per don Sacco nelle campagne della fascia costiera si svolgerebbero anche «festini agricoli» a sfondo sessuale. «Sì- ammette il prete- dove maggiore è la presenza di immigrati impiegati nelle colture intensive sta prendendo piede sempre di più la moda di quelli che io chiamo i «festini agricoli».

Il prete cita anche un caso che lo ha visto protagonista. Perché con la sua denuncia ha mandato un datore di lavoro in carcere. E’ successo in un’azienda agricola. «A Scoglitti ammette don Sacco- ho denunciato un datore di lavoro, che è finito in galera perché utilizzava una donna immigrata in un modo disumano. Non solo la faceva lavorare sedici ore al giorno, pagandola venti euro ogni giornata, ma le aveva affittato un sottoscala dove la faceva dormire. In cambio, per la locazione, chiedeva cento euro alla settimana. Insomma, la donna era diventata debitrice del datore di lavoro. Una cosa disumana. Sono orgoglioso di avere mandato quest’uomo in galera. E manderò in galera tutti coloro che pretendono di calpestare così, come se nulla fosse, la dignità umana. E se qualcuno, come è stato fatto, mi fa sapere: «Dite a quel prete che la smetta sennò lo ammazziamo», non importa. Io vado avanti».