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Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:28 - Lettori online 1437
VITTORIA - 10/03/2011
Attualità - Ragusa: conclusi i corsi abilitanti alla professione di conciliatore organizzati dall’Angec

Nuovi conciliatori: opportunità di lavoro e snellimento sistema giustizia

Quelli che hanno concluso il corso potranno iscriversi all’albo per operare nell’ambito della mediazione professionale
Foto CorrierediRagusa.it

Nuove opportunità di lavoro e snellimento del sistema giustizia. Sono queste le aspettative di tutti coloro che hanno partecipato ai corsi di formazione finalizzati all’abilitazione di mediatore professionista organizzati dall’Angec ragusana, della Camera di Commercio e di tanti altri organismi abilitati alla formazione di conciliatori. Presto i trenta neoconciliatori della provincia iblea potranno iscriversi negli organismi di conciliazione per un totale massimo di cinque, purchè accreditati presso il Ministero della giustizia. L’Angec, ovvero Associazione Nazionale Gestione Conflitti, è fra i primi Enti di natura privata ad esser nato nel meridione con la specifica finalità di formare i conciliatori e di operare nell’ambito della mediazione professionale.

Il corso di 50 ore si è tenuto nella sede del giudice di pace di Ragusa, organizzati dall’avv. Salvatore Miccoli già conciliatore e responsabile della sede ragusana dell’Angec. Due fine settimana compressi nei quali si sono avvicendate le lezioni tenute da docenti dell’Università di Catania e di Messina ma anche da avvocati e ricercatori già mediatori. Il tutto per parlare di mediazione, il nuovo istituto sorto grazie all’intervento del dlgs 28/2010 seguito dal Decreto 180/2010. Istituto che tende a favorire lo svolgersi di una fase «pre-processo» all’interno della quale è possibile portare a termine la controversia tra le parti prima ancora di giungere in giudizio nel termine perentorio di quattro mesi.

Il mediatore professionista o conciliatore non ha il potere di imporre una soluzione e non decide, perché non emana sentenze, ma aiuta le parti e i loro consulenti a trovare una soluzione della lite soddisfacente per tutti. Una macchina giuridica, la conciliazione, che andrà certamente perfezionandosi lungo il percorso di applicazione, in quanto alcune lacune normative lasciano intendere un lavoro di adeguamento della nuova procedura alla prassi. Soprattutto per quanto attiene ai regolamenti dei vari organismi di conciliazione, ovvero quei regolamenti di cui ogni ente della mediazione è dotato per meglio ridefinire l’istituto e i propri percorsi di applicazione.

Sarà possibile conciliare le cause che hanno ad oggetto le materie di Condominio, Diritti reali, Divisione, Successioni ereditarie , patti di famiglia , locazione, comodato , affitto di aziende, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica e da diffamazione con mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità. Tra queste materie, alcune sono state oggetto di proroga ovvero quella dei condomini e della RC auto. Soddisfatti i trenta allievi del corso ragusano tra i quali erano presenti non solo giuristi, avvocati e giudici di pace, ma anche sociologi, psicologi e medici.

E’ proprio questa la caratteristica della mediazione, ovvero il fatto che a poter diventare mediatore potrebbe essere anche un medico od un ingegnere. Questo perché la fase di conciliazione stragiudiziale è una fase dove conteranno più le abilità comunicative e soprattutto risolutive dell’accordo del mediatore che le sue esclusive competenze giuridiche. Infatti questi non necessariamente dovrà avere a conoscenza di nozioni tecnico giuridiche, ma anche economiche mediche od ingegneristiche in base alla natura della causa. Fermo restando il fatto che alla carenza di competenze di un mediatore singolo può sopperire la creazione come previsto dal decreto, di un organo collegiale in cui inserire conciliatori di varie competenze.

La mediazione che ha inizio attraverso una istanza di una delle parti o da entrambe viene depositata presso la segreteria dell’ente di mediazione. Entro 15 giorni dal deposito dell’istanza, l’ente nomina il mediatore per lo svolgimento del primo incontro. La procedura si chiude con un verbale di conciliazione, che potrà essere positivo nel caso del raggiungimento dell’accordo o negativo nel caso di un mancato raggiungimento dello stesso. Il verbale di conciliazione è l’unico atto che può fuoriuscire da tale fase per giungere direttamente in giudizio ove il giudice tenendone conto potrà rifarsi all’esito della conciliazione o trarne argomenti di prova. E’certo che la mossa del legislatore, nel voler creare una struttura ulteriormente deflattiva dei processi, che in Italia sono tanti, mira ad una soluzione definitiva del problema giustizia.

Nella foto sopra un gruppo di conciliatori Angec: c´è anche l´avvocato Giuseppe Nicastro, sindaco di Chiaramonte Gulfi, il primo da sinistra