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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:57 - Lettori online 779
VITTORIA - 11/11/2010
Attualità - Vittoria: polemiche al Comune per le valutazioni del personale

Peo, l´Ugl attacca dirigenti valutatori del personale

Gli «esclusi» sono sul piede di guerra. Ma qualcuno difende le scelte dell’amministrazione: «Finalmente un taglio alla politica clientalare del passato» Foto Corrierediragusa.it

Quando centra l’argomento Aldo Caruso (nella foto), segretario provinciale dell’Ugl, scatena un putiferio. «Dirigenti negligenti e ingiusti». E’ il senso dell’intervento fatto dal segretario provinciale dell’Ugl Aldo Caruso e dalle Rappresentanze unitarie del Comune di Vittoria, Bruno Migliorisi e Maurizio Floridia, ridotto al massimo, nei confronti della «stragrande maggioranza dei dirigenti del Comune», «colpevoli» di avere redatto le schede dei lavoratori comunali che avevano fatto istanza di ammissione alla progressione economica orizzontale, «limitandosi a esprimere giudizi piatti e uniformi per tutto il personale. Non solo un atto di negligenza, ma anche il presupposto di una grave ingiustizia e di un concreto danno economico e di immagine per molti dipendenti della municipalità ipparina».

L’accusa dei sindacalisti è rivolta al sindaco Giuseppe Nicosia, all’assessore al Personale Giovanni Macca e al direttore generale, nonché responsabile del Settore Affari del personale Salvatore Troja.

Il motivo della protesta sindacale, scaturisce dal fatto che «con la sola eccezione delle dirigenze dei Settori «Territorio ed Urbanistica» e «Lavori pubblici», i cui reggenti peraltro avevano entrambi contratti in scadenza che non sono stati rinnovati, tutti gli altri responsabili di settore hanno adottato una valutazione standard, generica ed orientata verso valori alti per tutto il personale, ciò vizia il risultato finale e penalizza eccessivamente i Lavoratori in forza ai due Settori sopra citati arrecando loro un danno economico ma anche di immagine in quanto fa apparire tali soggetti come gli unici di tutto l’Ente professionalmente non meritevoli di una adeguata e più che sufficiente valutazione».

L’Ugl avanza una proposta: «Nell’interesse di tutti quei lavoratori che sono stati lesi dalla scelta di non scegliere compiuta dalle dirigenze dell’ente, peraltro rinunciando a quello che invece è un loro preciso mandato ed un dovere istituzionale previsto dalla vigente normativa e, come tale, sanzionato in caso di inadempienza, anche al fine di non bloccare e/o ritardare ulteriormente il già lungo e travagliato iter di definizione della progressione economica orizzontale, chiediamo l’allargamento della base degli aventi diritto alla progressione e la convocazione urgente di un incontro in cui potere esplicitare compiutamente il percorso che, a nostro giudizio, si può rapidamente intraprendere per una applicazione più diffusa e certamente più equa e giusta della progressione economica orizzontale».

Silenzio totale dagli amministratori Nicosia e Macca. E anche i dirigenti non hanno voluto commentare la questione della Peo. Ma una vocina silenziosa ci fa pervenire il suo pensiero. Forse è uno dei selezionati che non è entrato nella graduatoria della posizione economica orizzontale? Di come sono state fatte in passato, a seconda del peso della tessera di un partito o di una sigla sindacale. Mantine l’anonimato, ma la sua osservazione merita essere presa in considerazione.

«La Peo che sta suscitando tante polemiche (solo tra gli esclusi) è frutto della solita politica clientalare a cui l´Amministrazione ha voluto dare, finalmente dico io, un taglio.

«I criteri adottati per le valutazioni sono gli stessi adottati per le altre Progressioni Economiche Orizzontali che si sono succedute negli anni e scaturiscono dal CCNL che è stato regolarmente recepito dalla delegazione trattante (parte sindacale e parte datoriale), firmata, controfirmata e pubblicata come prevede la legge. Perché queste valutazioni prima andavano bene e ora non più bene? Perché prima non si è mai lamentato nessuno e ora (solo gli esclusi) si lamentano? Insindacabili sono i giudizi dei dirigenti sulle valutazioni del personale. Posso dire che qualche dirigente si è levato qualche sassolino dalle scarpe prima di andare via? Probabile ma non dimostrabile. Certo se ci fossero stati i soldi per tutti oggi non si sarebbe lamentato nessuno ma avremmo visto, come sempre, premiati anche gli incapaci».