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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:44 - Lettori online 1665
VITTORIA - 28/10/2010
Attualità - Vittoria: continua l’agitazione dei sindacati per la vicenda della cooperativa «rossa»

Licenziamenti Rinascita, sindacati da Prefetto e Legacoop

Due agronomi e una sindacalista hanno perso il posto di lavoro. Carpinteri (Cgil) parla di clima pesante, ritorsioni e di stipenti pagati in ritardo

Cgil e Uil sono sul piede di guerra per il caso Rinascita (nella foto i macchinari per la commercializzazione) a Vittoria. Non siamo alle dichiarazioni di sciopero ma poco ci manca. Gli ultimi due licenziamenti, dell’agronomo Martino Re e della sindacalista Nunzia Salvo, sommati a quello effettuato in precedenza dell’altro agronomo Raffaele Micciché, rendono il clima pesante dentro l’ex colosso cooperativistico del Meridione.

Silenzio da parte dei vertici della cooperativa, il presidente Giuseppe Di Bona e il direttore Ignazio Sarrì, ma la Cgil, che vanta il maggior numero di iscritti proprio nella «cittadella rossa» per tradizione, si sente ferita nell’orgoglio sindacale. E si agita nella ricerca di una forma di protesta che possa ripristinare serenità nei luoghi di lavoro e impedisca questi provvedimenti drastici che, a detta del segretario Salvatore Carpinteri, «sanno di ritorsioni nei confronti di lavoratori non graditi».

«Abbiamo avuto contrattempi- riferisce Carpinteri, che con Giuseppe Scifo ha tenuto a Vittoria una conferenza stampa sul caso- ma ci consulteremo con la Uila-Uil per decidere di organizzare qualche forma di agitazione sindacale forte. Chiediamo che venga ripreso il dialogo sereno nell’ambiente di lavoro, che non vengano perseguiti atteggiamenti di opinione di pensiero, che non vengano più presi atteggiamenti così drastici come il licenziamento. Ma chiediamo anche di sapere perché questi ritardi nei pagamenti dei salari che stanno creando difficoltà ai lavoratori della Rinascita».

Insomma, i motivi per protestare non mancano dentro la cooperativa che si occupa della commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli. Da quello che s’è percepito il problema non è solo di crisi economica o di relazioni sindacali scadenti, semmai politica e di leadership per il controllo della cooperativa, che a parole non interessa a nessuno, dati appunto i bilanci in «rosso», ma che nei fatti tutti vorrebbero controllare, anche se in «rosso».
La votazione dei bilanci, le sedie che sono volate in aria, la presenza della Polizia durante le assemblee, avvenute appena in estate, potrebbero avere qualche legame con i licenziamenti operati? Ecco perché Carpinteri vuole investire del problema la Lega delle cooperative e persino la Prefettura. «Dobbiamo ripristinare l’uso delle corrette relazioni –conclude il sindacalista- e il diritto dei lavoratori che negli ultimi tempi è stato violato».