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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 892
VITTORIA - 18/09/2010
Attualità - Vittoria: appelli in favore della donna iraniana condannata alla lapidazione

Scritte contro Sakineh a Catania. D’Amico: "Si rimuovano"

L’amministratore vittoriese ha notato una scritta inneggiante alla lapidazione della donna iraniana in via Giacomo Puccini ed ha invitato il sindaco di Catania a fare rimuovere il manifesto
Foto CorrierediRagusa.it

«Signor sindaco rimuova faccia rimuovere il manifesto inneggiante alla lapidazione di Sakineh» (nella foto). A scrivere indignato al sindaco di Catania Raffaele Stancanelli è l’assessore al Comune di Vittoria Luciano D’Amico.

«Ieri, venerdì 17 settembre- scrive D’Amico- mi trovavo a Catania per impegni istituzionali e ho notato, in via Giacomo Puccini, un grande manifesto dal titolo «A morte Sakineh». La cosa mi ha molto turbato e, considerata la gravità del fatto, ho deciso di rivolgermi al sindaco Stancanelli per segnalare l’episodio e chiedere la rimozione del manifesto».

«Un manifesto del genere, in cui si inneggia alla pena di morte e si cita una norma del diritto internazionale a giustificazione della lapidazione, mentre si ignorano i diritti inviolabili dell’uomo, tra i quali il diritto alla vita, non è certo degno di una città civile come Catania – si legge nella lettera inviata dall’assessore – ed è scandaloso che qualcuno lo abbia fatto predisporre e affiggere. La mia non vuole essere una polemica nei confronti dell’amministrazione comunale, che sicuramente è all’oscuro dell’accaduto; con la mia segnalazione intendo semplicemente invitare il primo cittadino a far rimuovere il vergognoso manifesto. Come uomo e come amministratore ho sentito il dovere di non lasciar passare un messaggio del genere».

La triste vicenda della sfortunata donna iraniana condannata alla lapidazione per adulterio, ha fatto registrare parecchie prese di posizione in sua difesa. Diverse associazioni rappresentante da donne vittoriesi hanno già manifestato solidarietà e appelli affinché cessi questa barbarie nei confronti della donna. Ora anche l’appello di Luciano D’Amico condiviso dal sindaco Giuseppe Nicosia.