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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:16 - Lettori online 862
VITTORIA - 11/12/2007
Attualità - Vittoria - La protesta dei padroncini si ritorce sui produttori agricoli

"Bisonte selvaggio" paralizza
il mercato di Fanello: a rischio
milioni di euro

Al momento dalla struttura non entra e non esce merce Foto Corrierediragusa.it

Nel comparto agricolo è già paralisi. Dalla mezzanotte di domenica le arterie sono invase dai bisonti della strada in sosta. Il mercato di contrada Fanello, di recente nel vortice delle polemiche per il dibattito sulla «tangente» mafiosa che verrebbe imposta dai nuovi clan agli autotrasportari che caricano per il Nord, è già presidiato da decine di tir fermi proprio davanti al cancello dell’imponente struttura mercantile.

Le prospettive non sono incoraggianti, tanto che le associazioni datoriali e i commissionario ortofrutticoli suggeriscono non raccogliere gli ortaggi sotto serra. Consiglio a cui i produttori agricoli della fascia trasformata (Vittoria è l’epicentro), si sono attenuti malvolentieri e senza fare commenti. Rabbia mista a impotenza, perché se il blocco dei trasporti dovesse perdurare fino alla scadenza prevista, venerdì 14 dicembre, i danni da questa serrata dei padroncini produrrebbe milioni di euro di perdite.


Ogni anno la protesta degli autotrasportatori aderenti ai sindacati Cna Fita, Confartagianato trasporti, Fai, Fiap L, Sna Casartigiani, Fiap M e Unitai, giunge puntuale in questo periodo dell’anno e mira a creare scompiglio in tutt’Italia. Un appuntamento di protesta nel mese più importante, alla vigilia di Natale.

I sindacati di categoria attuano le solite vertenze. I costi del trasporto gommato sono diventati insostenibili in tutti i sensi, per non parlare del caro carburante, mai così alto nella storia dell’uso di gasolio per i mezzi di locomozione. Nonostante oggi alle 11 le parti incontreranno il ministro dei Trasporti Bianchi, la mobilitazione non si ferma e lo sciopero continua fino a venerdì, salvo un miracolo dell’ultima ora.

Continuerà nonostante la minaccia del Garante che ha allertato tutte le Prefetture d’Italia indicando la possibilità di fare scattare sanzioni per questo tipo di protesta. Il fermo va bene, ma il blocco delle autostrade no, perché rischia di allargare la paralisi non solo alle categorie produttive, agricoltura, industria ecc., ma anche ai semplici viaggiatori sulle strade nazionali e stradali.

Oltre al blocco di Fanello, anche sulla 115 Siracusa- Catania, all’altezza di tutti gli svincoli per Ragusa gli automobilisti hanno dovuto fare i conti con qualche chilometro di bisonti in sosta che impedivano il regolare flusso di circolazione. Temendo pericoli per l’ordine pubblico, le Prefetture potrebbero fare scattare sanzioni e denunce. C’è il rischio, oltre alle perdite della mancata vendita dei prodotti agricoli, che le scorte di carburanti si esauriscano, con grave pregiudizio degli automobilisti che stanno già formando calche nei pressi delle stazioni di servizio.

A Vittoria c’è timore per l’economia. "Ci sono tanti rischi- ammette Marco Lo Bartolo- presidente dei commissionari, che la merce pronta per la raccolta marcisca sulle piante stesse. Abbiamo consigliato ai produttori di non raccogliere fino a quando non passerà la crisi, per non aggravare le perdite. Al mercato attualmente non entra e non esce merce".

(Immagine di repertorio)