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SIRACUSA - 16/07/2010
Attualità - Siracusa: inaugurata a Priolo la prima «Fattoria del sole»

Energia solare in Sicilia, Enel investe a Priolo

Ma non è tutto «sole» ciò che brilla… il Governo pensa a centrali nucleari aree dell’isola nella zona costiera di Licata, tra Marina di Ragusa e Torre di Mezzo (Ragusa), intorno a Gela e la zona costiera a sud di Mazara del Vallo

E´ stata inaugurata a Priolo Gargallo la centrale solare termodinamica rinominata la «fattoria del sole», conosciuta anche come «Archimede», dal nome del progetto originario del nobel Carlo Rubbia e sviluppato dall´Enea.

L´innovativa «fattoria» di tre ettari è stata realizzata dall´Enel proprio in un luogo simbolo della concezione novecentesca della produzione energetica. Proprio a Priolo, nel siracusano, in quello che fu il polo petrolchimico più grande d´Europa.

Come spiega l´amministratore delegato dell´Enel, Fulvio Conti: «La capacità dell´impianto, costato circa 60 milioni, è di 5 megawatt, considerando un funzionamento di circa 3mila ore all´anno. Un livello in grado di soddisfare il fabbisogno di 4 mila famiglie».

Il costo di produzione però si rivela molto elevato, conferma Conti: «Un costo per kilowattora superiore di almeno cinque o sei volte rispetto all´energia prodotta con le fonti fossili convenzionali, però, con un risparmio di 2.100 tonnellate di petrolio all´anno e riducendo le emissioni di anidride carbonica per circa 3.250 tonnellate».

In Paesi come la Spagna e gli Stati Uniti, dove molto si sta investendo sullo sfruttamento dell´energia solare, sono in funzione impianti di solare termodinamico per 1 gigawatt. L´Italia è ferma a 5 megawatt, ma la tecnologia messa in campo a Priolo sembra essere la più promettente.
Infatti la «fattoria del sole» deve essere considerata più che altro un progetto pilota per testare le nuove tecnologie che nel futuro potrebbero permettere una produzione di energia da sole molto più elevata rispetto alla produttività delle tecnologie attuali.

L´impianto è formato da 54 moduli con specchi che scaldano 5 chilometri di tubi in cui scorrono sali che raggiungono la temperatura di 550 gradi. Questi sali, rispetto al tradizionale olio usato per generare il vapore che alimenta le turbine per la produzione di elettricità, raggiungono temperature molto più elevate (l´olio arriva infatti ad una temperatura di 400 gradi) permettendo così all´impianto di restare in funzione quasi a ciclo continuo, senza doversi fermare la notte o in caso di nuvole.
«L´energia solare in arrivo sulla Terra è 6mila volte maggiore di quella che utilizziamo - ricorda Sauro Pasini, responsabile ricerca dell´ Enel - Si tratta di perfezionare le tecnologie in grado di catturarla». Prosegue l’ingegner Livio Vido, direttore di ingegneria e innovazione di Enel: «Questo è un impianto unico nel suo genere che aumenta l´efficienza energetica di circa il 20-25% e consente di avere la disponibilità dell´energia accumulata anche di notte o in condizione di cielo coperto».

All´inaugurazione era presente anche il ministro dell´Ambiente Prestigiacomo che ha ricordato che questa «è una giornata di grande orgoglio perché si realizza in Sicilia, e nella mia provincia, nel siracusano, un innovativo impianto di energia rinnovabile. È un passo avanti straordinario: un luogo simbolico per la Sicilia che diventa avanguardia della ricerca e della produzione di energia pulita».
Ma non è tutto rose e fiori. In questa giornata di sole dedicata al sole, appare qualche nube minacciosa. Sia l´amministratore delegato dell´Enel che lo stesso ministro dell´Ambiente azzardano una assimilazione che sempre più spesso viene proposta da qualche anno a questa parte: ovvero inglobare fra le energie pulite anche il nucleare, ponendo l´accento sul fatto che l´energia atomica non produce emissioni, ma evitando di parlare dei più nocivi e pericolosi scarti radioattivi e di tutti gli altri problemi annessi alla produzione di energia nucleare. Infatti, la Prestigiacomo sostiene che: «le fonti rinnovabili e il nucleare costituiscono il 50 per cento di mix energetico non dipendente dalle fonti tradizionali, rappresentano il futuro». Gli fa eco Conti: sostenendo che »oltre che sulle rinnovabili l´Enel punta sul nucleare, che serve a stabilizzare la nostra capacità produttiva».

Queste affermazioni pubbliche, all´apparenza estemporanee, forse ci devono un po´ allarmare, visto che fra le ipotesi a vaglio del Governo, per le eventuali centrali nucleari sul territorio italiano, ci sarebbero anche diverse aree dell´isola come la zona costiera intorno al comune di Licata (Agrigento), la zona costiera tra Marina di Ragusa e Torre di Mezzo (Ragusa), la zona costiera intorno a Gela (Caltanissetta) e la zona costiera a sud di Mazara del Vallo.

In conclusione va notato che all´inaugurazione non era presente il padre del progetto «Archimede». Si vocifera che Rubbia non si stato invitato. Forse la sua presenza non era gradita perché il nobel è un pentito del nucleare che ha rivolto i suoi studi solo alle «vere» energie pulite?

(Nella foto la spiaggia di Punta Secca, vicino a Torre di Mezzo)