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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:44 - Lettori online 1297
SIRACUSA - 25/02/2016
Attualità - Un esemplare di Chelonia Mydas è stato rintracciato nel mare di Avola

Dai Tropici alla Sicilia, è arrivata la tartaruga verde

E’ di quasi 7 chili, lunga 30 centimetri e con un guscio levigato e lucido Foto Corrierediragusa.it

E’ arrivata in Sicilia dai mari tropicali. E’ infatti qui che vive la Chelonia Mydas, meglio conosciuta come tartaruga verde (foto). Un esemplare di quasi 7 chili, lunga 30 centimetri e con un guscio levigato, è stato trovato vicino ad Avola. L’animale è stato soccorsodalla Capitaneria di porto di Avola e si trova ora sotto osservazione nei laboratori del Centro di monitoraggio e controllo delle Tartarughe marine e Cetacei dell’istituto Zooprofilattico di Palermo.

La Chelonia mydas è una specie a rischio di estinzione ed è inserita nella lista rossa della Iucn(International Union for Conservation of Nature), organismo internazionale che supervisiona gli esemplari protetti. A causa del riscaldamento marino, raramente sono state trovate tartarughe di questa specie nel Mediterraneo, dove continuano a essere uccise per la loro carne e le loro uova. Il numero viene ridotto anche da incidenti traumatici provocati da barche e reti da pesca. Il loro stile di vita è simile a quello delle Caretta caretta, dalle quali differiscono soprattutto per la colorazione del guscio, per le imponenti migrazioni, anche di due milachilometri, che gli adulti compiono in gruppo e per le grosse dimensioni che possono raggiungere.

Questo potrebbe essere il motivo del suo arrivo in Sicilia oltre che per la temperatura temerata dell’acqua del mare. Dice Santo Caracappa, responsabile del Centro e direttore sanitario dell’Istituto: «Si tratta di una tartaruga rara da avvistare nei nostri mari e per questo il suo ritrovamento è di estrema importanza. Per salvare questi bellissimi esemplari è necessario intervenire prima che le loro condizioni siano gravi. Il Centro ha già raggiunto ottime percentuali in termini di recupero, ma si può fare ancora di più», dice Salvatore Seminara, commissario straordinario dell’Istituto Zooprofilattico».